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Attualità | 28 giugno 2026, 18:15

Anche il carcere di Cuneo protagonista dell'operazione "Argus": trasferiti detenuti al 41-bis nel nuovo circuito di Vigevano

L'istituto cuneese coinvolto nella maxi operazione coordinata dal Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria che ha interessato 128 detenuti sottoposti al regime speciale

Anche il carcere di Cuneo protagonista dell'operazione "Argus": trasferiti detenuti al 41-bis nel nuovo circuito di Vigevano

C'è anche la Casa circondariale del Cerialdo di Cuneo tra gli istituti penitenziari coinvolti nell'operazione nazionale "Argus", la complessa attività coordinata dal Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (DAP) che, tra il 27 e il 28 giugno, ha portato al trasferimento simultaneo di 128 detenuti sottoposti al regime speciale del 41-bis.

Guarda il video con il passaggio dei mezzi del Gruppo Intervento operativo Polizia Penitenziaria e Gruppo operativo Mobile Polizia Penitenziaria, più motociclisti:

L'operazione ha interessato, oltre al carcere cuneese, anche gli istituti di Novara, Tolmezzo e Milano, con destinazione finale la Casa di reclusione di Vigevano, recentemente individuata dal Ministero della Giustizia come nuova articolazione del circuito detentivo speciale.

Per portare a termine le movimentazioni è stata predisposta una complessa macchina organizzativa che ha coinvolto complessivamente 165 agenti della Polizia penitenziaria e decine di mezzi, tra cui 15 furgoni per il trasporto detenuti, 25 autovetture radiomobili, sei motocicli, nove mezzi logistici e cinque ambulanze dedicate. In alcune tratte è stato impiegato anche un velivolo della Guardia di Finanza.

L'operazione rientra nel progetto "Kairos", il piano con cui il DAP sta riorganizzando il circuito detentivo speciale del 41-bis attraverso la redistribuzione dei detenuti, l'adeguamento delle strutture e il rafforzamento dei livelli di sicurezza.

Dal Dipartimento viene sottolineato come l'esito positivo dell'operazione confermi l'elevata capacità organizzativa della Polizia penitenziaria nella gestione di attività ad altissimo profilo di sicurezza, mentre il Ministero della Giustizia ribadisce come il sistema italiano del 41-bis continui a rappresentare un modello di riferimento internazionale nel contrasto alla criminalità organizzata.

Redazione

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