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Attualità | 25 giugno 2026, 18:53

Emergenza siccità, l'allarme di Mauro Calderoni: "Meno ideologia e più strategie concrete contro la crisi climatica"

Il consigliere regionale del Partito Democratico ed ex presidente dell'Egato 4 Cuneese interviene nel dibattito: "Prima di realizzare nuovi invasi, recuperiamo la capacità di quelli esistenti e acceleriamo sulla ricarica delle falde. Oggi con Cogesi abbiamo lo strumento adatto"

Mauro Calderoni

Mauro Calderoni

Torna puntuale anche quest’anno il dibattito sulla siccità. Un confronto necessario che, però, troppo spesso viene affrontato senza collegarlo alla sua causa principale: il cambiamento climatico.

"Di fronte a periodi sempre più frequenti e intensi di siccità non possiamo continuare a ignorare gli effetti ormai evidenti della crisi climatica – dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Mauro Calderoni –. Servono scelte concrete e una strategia di lungo periodo, non contrapposizioni ideologiche o continue deroghe che finiscono soltanto per rinviare le decisioni necessarie".

Il tema degli invasi è certamente importante e il confronto sulla realizzazione di nuove opere può rappresentare una parte della risposta. Tuttavia, secondo l'esponente "dem", è necessario guardare anche a soluzioni immediatamente praticabili e già sperimentate con risultati positivi: "Già durante la mia esperienza alla guida dell’Egato 4 Cuneese – spiega Calderoniavevamo iniziato a valutare e sostenere finanziariamente interventi innovativi per una gestione più efficiente della risorsa idrica. Mentre si progettano nuove infrastrutture, è opportuno incentivare la diffusione di tecniche irrigue più efficienti, già sperimentate con successo dalla Fondazione Agrion, intervenire sugli invasi esistenti e accelerare le sperimentazioni sulla ricarica delle falde acquifere".

Un capitolo particolarmente rilevante riguarda proprio i bacini già presenti sul territorio: "In molti bacini artificiali l’accumulo di sedimenti depositati nel corso dei decenni ha ridotto sensibilmente la capacità di stoccaggio dell’acqua. Recuperare anche solo una parte di questo volume attraverso interventi di manutenzione e rimozione dei sedimenti potrebbe rappresentare una soluzione più rapida, sostenibile ed economicamente vantaggiosa rispetto alla realizzazione di nuovi invasi, oltre a evitare ulteriore consumo di suolo".

Per l'ex primo cittadino saluzzese la priorità deve essere quella di valorizzare al meglio le infrastrutture esistenti: "La lotta alla siccità richiede investimenti, programmazione e visione, ma anche una gestione efficiente di ciò che già possediamo. Prima di consumare nuovo territorio, utilizziamo al massimo le potenzialità delle opere esistenti. Recuperare la capacità degli invasi significa aumentare la resilienza dei nostri territori e affrontare con maggiore efficacia le sfide poste dal cambiamento climatico. Oggi, inoltre, la provincia di Cuneo dispone finalmente anche di un soggetto unico, pubblico, competente e strutturato, dotato delle professionalità e delle risorse necessarie per contribuire a progettare e realizzare interventi strategici sulla gestione della risorsa idrica: Cogesi. La presenza del gestore unico del servizio idrico integrato può rappresentare un’opportunità importante per accompagnare e sostenere interventi di pulizia e recupero degli invasi esistenti, progetti di ricarica delle falde e, dove necessario, anche la realizzazione di nuovi invasi all’interno di una pianificazione complessiva e sostenibile".

Infine, il consigliere regionale richiama l’attenzione sul tema della ricarica delle falde acquifere: "In provincia di Cuneo è in corso una sperimentazione importante, mentre in altre regioni italiane queste pratiche sono già una realtà consolidata. È una strada che merita di essere sostenuta e sviluppata perché consente di immagazzinare risorse idriche nei periodi più favorevoli e renderle disponibili nei momenti di maggiore necessità. Anche su questo fronte la presenza di Cogesi può rappresentare un valore aggiunto, garantendo competenze tecniche, capacità di investimento e una visione integrata della gestione dell’acqua a livello provinciale".

"La vera sfida non è scegliere tra tutela dell’ambiente e sviluppo agricolo: è garantire entrambi attraverso politiche fondate sulla scienza, sull’innovazione e sul buon senso – conclude Calderoni –. La crisi climatica non si affronta negandola, ma costruendo risposte concrete e tempestive".

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