L'assemblea annuale di Confapi Cuneo, quest'anno si è riunita nella sala congressi dell'Hotel Regina Montis Regalis di Vicoforte, ed ha approvato all'unanimità il bilancio consuntivo 2025 e il previsionale 2026.
L'appuntamento, oltre al momento formale relativo alla gestione finanziaria, è stata una vera e propria occasione per tracciare il bilancio strategico delle attività associative e per delineare le linee guida destinate a supportare le piccole e medie imprese del territorio nei prossimi anni.
Il presidente Massimo Marengo nel tracciare il bilancio del 2025 ha sottolineato come sia stato “un anno di profonda svolta per l'associazione, guidato in primo luogo dal trasferimento nella nuova sede nel centro di Cuneo. Una struttura dotata di uffici moderni e di una sala conferenze dedicata, che ha permesso di internalizzare e ampliare l'offerta di servizi che nella precedente sistemazione non era possibile erogare. Questa nuova disponibilità logistica ha dato un forte impulso alle attività formative, consentendo di organizzare numerosi eventi di approfondimento focalizzati sui temi cruciali per la competitività delle PMI, quali l'innovazione, la ricerca e sviluppo, e l'evoluzione dei modelli di management”.
In particolare il presidente ha spiegato: “Quest'anno in Confapi abbiamo fatto tanta, tanta formazione su tutti i temi cari alle PMI”. Proprio il supporto gestionale e strategico si è rivelato fondamentale per affiancare e supportare le realtà aziendali di minori dimensioni verso la transizione digitale e i complessi cambiamenti del mercato attuale, spiegando “come affrontare le problematiche di questo mondo digitale e in trasformazione”.
Accanto al potenziamento della formazione, Confapi Cuneo ha attivato nuovi servizi mirati, tra cui l'assistenza sindacale e l'implementazione di modelli operativi flessibili volti a rispondere in modo personalizzato alle esigenze della base associativa, che costituisce il fulcro dell'intera attività dell'organizzazione. Parallelamente, l'associazione ha registrato un significativo consolidamento della propria rappresentanza istituzionale a livello nazionale.
Per la prima volta nella sua storia, Confapi Cuneo ha fatto il suo ingresso all'interno della Camera di Commercio ed è entrata a far parte degli organi direttivi nazionali di Confapi, con presenze attive sia in Giunta sia nel Consiglio direttivo, nonché nelle diverse unioni di categoria, tra cui la meccanica e l'alimentare. Questa proiezione verso Roma e verso i tavoli regionali è stata evidenziata da Marengo come un passo decisivo, spiegando che “è importante perché si va a comunicare l'esigenza dei territori, quindi l'esigenza della provincia di Cuneo”.
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Guardando alle sfide del biennio 2026-2027, che vedrà “la luce e lo svolgimento di tutte quelle attività che abbiamo iniziato”, il presidente ha indicato l'energia e l'innovazione come i pilastri strategici su cui si concentreranno le future linee d'azione. “L'energia, ormai equiparabile a un vero e proprio carburante per la sopravvivenza industriale, richiede un deciso orientamento verso l'autoproduzione, una tematica strategica che si allaccia a tutto il tema che noi cerchiamo di spingere, le nostre aziende associate, sull'autoproduzione”.
Marengo ha riferito in merito ai propri interventi in Consiglio Regionale del Piemonte per discutere l'individuazione delle aree idonee all'installazione di impianti energetici, evidenziando l'impegno profuso anche a Roma per far comprendere alla classe politica la reale struttura del panorama imprenditoriale italiano. A tal proposito il presidente evidenzia la centralità del ruolo dell'associazione per “far capire che le aziende italiane sono per il 95% sotto le 10 unità e il 98-99% ha meno di 250 dipendenti”. Nonostante questa evidenza, la critica mossa dal vertice di Confapi Cuneo verso la politica generale riguarda la complessità delle misure di sostegno attuali, tanto che l'associazione si trova a “lamentare che la politica in generale sta facendo misure troppo complesse, troppo articolate, che magari vanno bene per le grandi aziende, ma sono inadatte, inefficaci e poco presenti per quello che sono le piccole aziende”.
Questa asimmetria fa sì che attualmente solo una quota ridotta, compresa tra il 20% e il 40%, delle piccole imprese riesca ad accedere efficacemente ai fondi pubblici. Secondo Marengo, diventa quindi indispensabile e urgente una semplificazione normativa e “un'allocazione dei soldi attinente al modello di impresa italiano”, evitando così di privare il tessuto delle PMI degli strumenti necessari alla crescita e alla competitività.
L'incontro come da tradizione ha visto una tavola rotonda dal titolo “Riprogettare il futuro” con un relatore d'eccezione: Carlo Alberto Carnevale Maffè, professore all'Università Bocconi e SDA Bocconi School of Management.
Tre gli assi di sviluppo su cui deve concentrarsi il tessuto imprenditoriale della provincia di Cuneo, altrimenti definita da Maffè “baviera italiana” per via della posizione strategica e per la solidità economica.
“Abbiamo da affrontare tre grandi rivoluzioni - spiega il professore -, quella geopolitica e macroeconomica, tecnologica e infine quella organizzativa e culturale delle risorse umane. In particolare anche le piccole medie imprese, oggi, devono confrontarsi con l'intelligenza artificiale, che serve a tutti. Una sfida, questa, che il Piemonte, il Cuneese non possono fallire. L'isolamento che interessa la Granda deve essere superato per riuscire ad attirare i giovani. Solo con una coraggiosa accettazione del futuro diamo un futuro alle imprese. Non è una crisi – chiosa -, ma una sfida”.

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