Giugno significa tante cose, tipo inizio dell'estate e fine della scuola. Ma giugno è anche il mese del Pride, dell'orgoglio gay che ogni anno colora le città con eventi, manifestazioni, incontri e - naturalmente - con super parate.
Per dirlo con una sigla universale, in questo periodo si celebra ufficialmente l’orgoglio della comunità LGBTQIA+, della quale fanno parte persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e, solo dagli ultimi anni, queer (un termine generico usato per indicare coloro che non sono eterosessuali o non sono cisgender, ovvero persone la cui identità di genere corrisponde al genere e al sesso biologico), intersessuali e asessuali. Il “+” sta a indicare tutti gli altri generi meno definibili. Per un’inclusione totale, nel segno dell’uguaglianza di genere.
Bra e Casa Pride
Certi coming out fanno meno rumore di altri, ma non a Bra dove è attiva l’associazione “Casa Pride”, un punto di riferimento per la comunità LGBTQIA+.
Lesbica, Gay, Bisessuale, Trans, Queer, Intersessuale, Asessuale, più le identità non conformi al binarismo e i differenti orientamenti, come quello pansessuale. Le parole per rappresentare e rendere visibili le diverse individualità sono in continua espansione, dato che la nostra comprensione dello spettro delle identità di genere e degli orientamenti è in costante crescita.
Uguaglianza, libertà e autodeterminazione: sono i valori attorno ai quali si riunisce ed opera l’associazione, che ha la finalità di contribuire sia socialmente che culturalmente a difesa dei diritti, affinché nessuno resti solo o indietro.
Non è un’impresa facile, a causa di mentalità a volte troppo rigide, offuscate dai pregiudizi e da idee discriminanti. In ogni caso, abbiamo scoperto quanto l’impegno del collettivo sia sostenuto da grande passione, sensibilità e grinta.
La condivisione, la partecipazione, il fermento e l’attenzione posta sul tema dell’uguaglianza sociale, quali ingredienti vitali di un benessere individuale e collettivo, rappresentano bene l’idea alla base di tante iniziative. Tutte realizzate nell’ambito di una realtà locale, che è emersa grazie alla volontà ed alla consapevolezza di affrontare il tema dei diritti, dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere con orgoglio e senza timore.
I fondatori di “Casa Pride” credono fortemente nel concetto delle diversità quale valore aggiunto e prezioso per una libera e rispettosa convivenza sociale, senza preconcetti e pregiudizi di sorta. Perché, se si ha rispetto gli uni degli altri, si condividono orizzonti e non confini.
Casa Pride in pillole
L’associazione “Casa Pride” ha sede in Bra e unisce le persone LGBTQIA+ e alleate della provincia di Cuneo. Questa nuova realtà colma il vuoto di rappresentazione e discussione sulle tematiche LGBTQIA+ nella zona e si caratterizza per promuovere una cultura aperta, basata sulla convivenza delle differenze. Inoltre, si impegna nella lotta contro ogni forma di discriminazione legata a genere, orientamento sessuale, abilità, età, classe sociale, aspetto fisico ed etnia, seguendo un approccio intersezionale. Perché quando un diritto viene negato o un gruppo sociale è emarginato, a perdere è la società intera. Fin dalla sua prima uscita pubblica, Casa Pride ha mostrato la volontà di essere una “famiglia” che accoglie ogni individualità, soprattutto quelle lasciate ai margini. Casa Pride è aperta a collaborazioni con altre realtà territoriali che condividono gli stessi valori. Il direttivo invita chi vuole unirsi alla causa o è in cerca di uno spazio sicuro a contattare l’associazione all’indirizzo info@casapride.it e sui profili Instagram e Facebook.
Perché giugno è il Pride Month?
Il Pride Month cade nel mese di giugno per un fatto accaduto nella notte tra il 27 e il 28 giugno del 1969. Una notte apparentemente qualsiasi, durante la quale la polizia fece irruzione nello Stonewall Inn, un bar gay del Greenwich Village di New York. Una retata come tante altre che venivano fatte nei locali gay. Ma quella volta i presenti, accusati ingiustamente di indecenza solo per il loro orientamento sessuale, si ribellarono.
Origini del Pride Month: i moti di Stonewall
Fu quello solo l’inizio dei cosiddetti moti di Stonewall. Nei giorni a seguire la comunità gay scese in strada per mostrarsi a tutti: era finito il tempo di nascondersi, era arrivato il momento di combattere per i propri diritti. Il primo giorno i poliziotti si trovarono di fronte un gruppo di circa 500 persone tra frequentatori dello Stonewall Inn e altre persone della comunità gay. Il secondo giorno salirono a mille circa, e in prima linea c’era anche una fila di drag queen pronte a “deridere” gli agenti con uno slogan pensato proprio per loro. Simbolicamente, i moti di Stonewall sono riconosciuti come l’evento che segnò l’avvio delle rivolte dei non eterosessuali per combattere per i propri diritti. E da lì, in seguito, ciò che portò alla nascita del movimento LGBTQ+ moderno e del Gay Pride.
Il primo Gay Pride a New York
Un anno dopo i moti di Stonewall, il 28 giugno del 1970, la città di New York fu testimone del primo Gay Pride della storia. La marcia fu organizzata dalla Christopher Street Liberation Day Committee e, come scrisse il New York Times: «Migliaia di giovani omosessuali uomini e donne da tutto il nord-est marciarono da Greenwich Village a Sheep Meadow e Central Park proclamando la nuova forza e orgoglio delle persone gay». Durante la manifestazione i partecipanti scesero in strada indossando i vestiti più stravaganti, slip e costumi da bagno. Le transessuali e i travestiti potevano finalmente passeggiare in strada libere e senza paura.
L’obiettivo era uscire allo scoperto e farsi finalmente notare. Senza timori e senza pudore. Il motto ufficiale del movimento di orgoglio gay divenne: «Dillo in modo chiaro, e urlalo: essere gay è giusto, essere gay è motivo d’orgoglio».
La prima parata del Gay Pride in Italia
Passarono 25 anni dalla rivolta di Stonewall prima che venisse organizzata la prima parata del Gay Pride in Italia. A Roma, nel 1994, fu una manifestazione unitaria alla quale presero parte migliaia di persone. Sempre nella Capitale si tenne anche il primo World Pride della storia, nel 2000. In Europa, invece, il primo Gay Pride ebbe luogo il 29 aprile 1972 a Münster, in Germania, e riunì più di 200 persone.
Storia e significato della bandiera arcobaleno
La comunità LGBTQ+ ha adottato da sempre dei simboli per potersi identificare. Le bandiere arcobaleno sono forse il più conosciuto. La prima bandiera, comunemente detta rainbow flag, è nata nel 1978 dalla mente dall’artista queer di San Francisco Gilbert Baker. Alla nascita aveva otto colori, invece degli attuali sei: con il tempo, infatti, sia il fucsia, di difficile produzione, sia l’azzurro furono cancellati. Il primo uomo a sventolare la rainbow flag originale a otto colori fu l’attivista gay Harvey Milk, durante la San Francisco Gay Freedom Gay Parade nel giugno del 1978, solo qualche mese prima di essere assassinato. Milk nel 1977 occupò una poltrona come supervisore di San Francisco, diventando la prima persona apertamente gay eletta in un pubblico ufficio in California. Dal 1978 a oggi la bandiera si è evoluta e molte altre versioni sono state create da artisti e persone appartenenti alla comunità LGBTQ+ per rappresentare ogni singola sottocultura esistente e legata al movimento.
La bandiera arcobaleno: significato dei sei colori
Ogni colore della bandiera arcobaleno del Pride ha un significato: Rosso = Vita; Arancione = Guarigione; Giallo = Luce del sole; Verde = Natura; Blu = Armonia; Viola = Spirito.














