Domenica 17 maggio a Rimini è andato in scena l’atto conclusivo del 26° raduno nazionale dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Alla manifestazione ha partecipato anche una delegazione della Sezione di Bra dell’ANC, guidata dal presidente, maresciallo in congedo Antonio De Cristofaro, arricchita di soci e socie nella divisa che li contraddistingue nelle operazioni di protezione civile.
I numerosi radunisti provenienti da tutta Italia hanno sfilato davanti alle autorità presenti, tra cui il Comandante Generale dell’Arma, generale di corpo d’armata Salvatore Luongo e il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, nella splendida cornice del lungomare gremita di turisti e cittadini, che per l’occasione hanno seguito con entusiasmo tutto il raduno che si è concluso con la visita degli stand del villaggio della legalità, allestiti dalla Presidenza Nazionale ANC.
«L’Arma dei Carabinieri è un pezzo della storia d’Italia – ha detto il ministro Crosetto nel suo intervento – Da oltre due secoli rappresenta un pilastro della nostra democrazia, ma soprattutto il volto di donne e uomini che hanno scelto di dedicare la propria vita agli altri. Essere Carabiniere significa assumersi ogni giorno la responsabilità di proteggere i cittadini, esserci nei momenti difficili, diventare punto di riferimento per intere comunità. Quando vediamo l’uniforme dei Carabinieri sappiamo di non essere soli… è questo legame profondo con gli italiani a rendere l’Arma unica al mondo: non esiste Forza Armata che abbia un contatto così stretto, quotidiano e umano con la popolazione».
Il ministro ha parlato della manifestazione non solo come una prova associativa, ma di una grande comunità unita dagli stessi valori: senso del dovere, amore per l’Italia, spirito di servizio, fedeltà alle Istituzioni. «Valori che non si cancellano con il congedo, perché Carabinieri si resta per tutta la vita. Gli alamari non sono soltanto un simbolo cucito su un’uniforme: diventano parte dell’identità, della pelle, dell’anima» ha concluso Crosetto.
Un po’ di storia dell’ANC
L’associazione Nazionale Carabinieri, che aggrega carabinieri in servizio, in congedo, i loro familiari e tutti i simpatizzanti in quella che è sentita la grande famiglia dell’Arma, venne costituita a Milano il 1° marzo 1886 con la denominazione di “Associazione di Mutuo Soccorso tra congedati e pensionati dei Carabinieri Reali”.
Più di 170mila iscritti; oltre 90mila soci effettivi, tra militari in servizio e non più in servizio; quasi 2mila sezioni sul territorio nazionale e 166 organizzazioni di volontariato. A testimonianza della grande forza di comunione che riesce ad accendere va ricordato che l’Associazione è presente in 16 Stati di ben 4 continenti.
A Bra, il personale in congedo della Sezione dell’Associazione Nazionale Carabinieri, con la partecipazione alle cerimonie pubbliche e nei vari servizi di volontariato, testimonia il saldo legame esistente tra le vecchie e le nuove generazioni di militari animati dai medesimi valori.
Sin dalla sua nascita, grazie all’impegno profuso dai membri, si è bene inserita nel tessuto sociale e culturale della città della Zizzola ed è sempre in prima linea in tutte le manifestazioni organizzate dal Comune e nelle cerimonie civili di precetto. Per questo è forte la gratitudine dell’Amministrazione comunale.
È attesa per il 212° anniversario della nascita dell’Arma
La festa raddoppia il 5 giugno per il compleanno dell’Arma: ben 212 anni. I Carabinieri hanno scritto la storia italiana dal Risorgimento fino ad oggi. È un tempo difficile anche il nostro, segnato da guerre, crisi economica e sociale. Un tempo in cui è fondamentale il loro intervento, la loro presenza.
Il 5 giugno di ogni anno si commemora la data in cui la Bandiera dell’Arma dei Carabinieri, nel 1920, fu insignita della prima Medaglia d’Oro al Valor Militare per la partecipazione alla Prima Guerra Mondiale.
La motivazione di quella medaglia trova ragione nelle innumerevoli prove di tenace attaccamento al dovere e di fulgido eroismo. Da quel giorno gli episodi di coraggio dei militari con la divisa a bande rosse si sono susseguiti negli anni ed il medagliere ne è dimostrazione. Oltre due secoli che vedono l’Arma dei Carabinieri impegnata nei conflitti che hanno infiammato l’Italia e nelle missioni all’estero, dalla lotta al terrorismo ed alle mafie alla partecipazione alle operazioni di pace all’estero, senza dimenticare il quotidiano impegno nella lotta alla criminalità comune ed organizzata.
Tenendo ben a mente quelle motivazioni, la ricorrenza del 5 giugno rappresenta dunque il simbolo della riconoscenza nazionale perenne a questo Corpo militare, baluardo della democrazia, simbolo identitario della nostra Nazione anche all’estero.
In questa giornata vengono organizzate diverse cerimonie per onorare il servizio e la dedizione dei Carabinieri al Paese. A Cuneo la ricorrenza sarà ricordata e vissuta con una grande partecipazione presso la caserma Gonzaga del Comando Provinciale.
La storia dei Carabinieri
«Un Corpo di militari distinti per buona condotta e saggezza, chiamati Corpo dei Carabinieri Reali (…) allo scopo di contribuire sempre più alla maggiore prosperità dello Stato, che non può essere disgiunta dalla protezione e difesa dei buoni e fedeli Sudditi nostri, e della punizione dei colpevoli» (preambolo alle Regie Patenti).
L’Arma dei Carabinieri nasce il 13 luglio 1814, quando Vittorio Emanuele I, sovrano del Regno Sardo-Piemontese, con la promulgazione delle Regie Patenti, istituì a Torino il Corpo dei Carabinieri Reali. Si trattava di una novità assoluta: un’istituzione con la duplice funzione della difesa dello Stato e della tutela della sicurezza pubblica, quale organismo di polizia con speciali doveri e prerogative. Quel Corpo di soldati d’élite, armati di carabina, per questo chiamati Carabinieri, aveva la peculiarità di essere capillarmente diffuso su tutto il territorio, a stretto contatto con la popolazione.
Sin dalle origini, quindi, la natura di forza di polizia a status militare e la vocazione alla vicinanza alla comunità hanno caratterizzato il successo dei Carabinieri nelle loro attività al servizio dei cittadini, in Italia e all’estero.
L’istituzione del Corpo dei Carabinieri Reali significava creare una forza, sul modello della Gendarmeria, costituita da uomini a piedi e a cavallo, capace di mantenere il controllo della sicurezza interna dello Stato e dei cittadini, nonché l’ordine pubblico. Il Re rifiutò comunque la denominazione di Gendarmeria, perché gli ricordava l’occupazione francese del suo Stato, accettò invece quella di Carabinieri Reali.
Nel novembre del 1815 la forza del Corpo venne portata a 1200 uomini di cui 490 a piedi e 610 a cavallo, con 100 ufficiali. Il 15 ottobre 1816 la forza veniva portata a 2068 uomini inclusi gli ufficiali, gli uomini erano ripartiti in 6 divisioni, 19 compagnie, 33 luogotenenze, 355 stazioni. Da quel momento il Corpo acquistò una sua propria fisionomia che lo rese inconfondibile.
Il 1° ottobre 1820 veniva pubblicato il primo regolamento dei Carabinieri. Il manuale trattava anche delle scorte d’onore e di sicurezza da effettuare per i membri della famiglia reale. I Carabinieri avevano una bella uniforme turchina, guarnita di alamari d’argento e indossavano un cappello a due punte, chiamato popolarmente “lucerna” con un pennacchio, dal 1833, blu e rosso (colori ancor oggi ricorrenti nella simbologia dell’Arma, non solo nelle uniformi, ma anche nello stemma araldico e nelle livree delle moto e delle automobili di servizio).
Il blu rappresenta la nobiltà dell’Istituzione, il valore militare, la fedeltà, la giustizia, l’amor di patria, mentre il rosso l’audacia, il coraggio, il sacrificio. Tale uniforme, nelle sue linee generali, è tuttora indossata per cerimonie di particolare solennità.
L’Arma dei Carabinieri è stata partecipe di tutti i mutamenti del Paese, quale insostituibile presidio “della pubblica e privata sicurezza”, come si legge nella premessa ai 16 articoli delle Regie Patenti e ne ha affrontato i momenti difficili, talora drammatici, seguendo sempre un percorso fatto di fedeltà alle Istituzioni e di servizio alla collettività. Un servizio testimoniato dalle 48 ricompense alla Bandiera e dalle migliaia di decorazioni individuali, che trova conferma nel nome con il quale comunemente l’Arma viene identificata: “La Benemerita”.
La fedeltà è sempre stata una caratteristica dell’Arma dei Carabinieri. Il suo motto araldico è “Nei Secoli Fedele”, divenuto ufficiale nel maggio del 1932. Nel 1935 nasce il primo stemma araldico dell’Arma dei Carabinieri, che successivamente ha conosciuto altre quattro versioni, l’ultima delle quali, quella del 2002, recupera tutti gli elementi delle precedenti, quasi a sottolineare la continuità istituzionale nella storia.
Alla fedeltà sono ancora ispirate la marcia d’ordinanza “La Fedelissima” e la celeste Patrona, Maria “Virgo Fidelis”, alla quale papa Pio XII, nel 1949, scelse di affidare i Carabinieri, fissandone la ricorrenza al 21 novembre, giorno della battaglia di Culqualber combattuta in Abissinia (attuale Etiopia) dal 6 agosto al 21 novembre 1941 tra italiani e britannici.
L’anniversario di fondazione dell’Istituzione, invece, si festeggia il 5 giugno, data di concessione, nel 1920, della prima Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Bandiera con la seguente motivazione: «Rinnovellò le sue più fiere tradizioni con innumerevoli prove di tenace attaccamento al dovere e di fulgido eroismo, dando validissimo contributo alla radiosa vittoria delle armi d’Italia».

















