La Prefettura venne istituita nel 1861, subito dopo l’Unità d’Italia, come rappresentanza del Governo centrale sul territorio provinciale.
Nel corso dei decenni ha assunto il ruolo di coordinamento dell’ordine pubblico, protezione civile, immigrazione e rapporti con gli enti locali.
La storia di quella di Cuneo si intreccia con uno degli edifici più rappresentativi del capoluogo della Granda.
La sede si trova infatti nel monumentale Palazzo della Prefettura in via Roma, all’ingresso del centro storico di Cuneo.
L’edificio venne progettato dall’ingegnere torinese Pietro Carrera e costruito tra il 1877 e il 1882 sul luogo dove sorgeva il vecchio Palazzo del Governatore. È uno dei simboli architettonici della città, con facciata eclettica, decorazioni rinascimentali e un grande giardino interno.

Nei giorni a cavallo del 2 giugno, quando verrà celebrata la Festa della Repubblica, che compie 80 anni, il palazzo sarà aperto alla cittadinanza. Qui, infatti, verrà allestita la mostra dedicata ai volti dei Presidenti in visita a Cuneo. E sarà anche l'occasione, forse l'ultima, per visitare i giardini e il piano nobile del Palazzo.
Perché quel palazzo dal 2014 è di proprietà di un privato. E la Prefettura se ne dovrà andare.
L'annuncio del Prefetto Mariano Savastano
Ieri mattina, durante la conferenza stampa per la presentazione degli eventi del 2 giugno, il Prefetto Mariano Savastano ha dato un orizzonte finalmente ufficiale per il trasloco degli uffici nella nuova sede.
Ha parlato di un anno o poco più. Diciamo che dal prossimo autunno, contando anche il tempo della riorganizzazione degli uffici, la Prefettura e i suoi circa cinquanta dipendenti saranno nella nuova sede, dicendo addio a quel bellissimo palazzo.
La vendita durante la presidenza Gancia
La vicenda prende il via negli anni della presidenza provinciale di Gianna Gancia, l'ultima presidente eletta. La Provincia di Cuneo, proprietaria dell’immobile, decise di alienare il palazzo nell’ambito di un piano di dismissione del patrimonio immobiliare.
Era il 2014. L’edificio venne acquistato dall’imprenditore edile cuneese Osvaldo Arnaudo, soprannominato “Marmurin”, per circa 11 milioni di euro. Dopo l’acquisto, la nuova proprietà avviò la procedura di sfratto nei confronti della Prefettura, che occupava il palazzo in affitto come sede dello Stato.
Nel 2015 arrivò una sentenza del tribunale che respinse il ricorso della Prefettura: il Ministero dell’Interno avrebbe dovuto lasciare la sede storica entro il 2016, con eventuale proroga di un anno. Paradossale che la “casa del Governo” venisse sfrattata dal proprio palazzo simbolo. Ma tant'è!
Per anni si è andati avanti con proroghe, trattative e soluzioni temporanee, mentre lo Stato cercava una nuova sistemazione adeguata.
Queste proroghe e trattative sono costate - è una stima - circa 5 milioni di euro di soldi pubblici. Perché l'affitto versato per restare in quegli spazi - non sono mai stati forniti i dati precisi - è superiore ai 300mila euro l'anno. Pagati per 13 anni.
Il trasferimento nella ex Palazzina Musso
La soluzione individuata dall’Agenzia del Demanio è stata il recupero della cosiddetta “Palazzina Musso”, all’interno della caserma “Cesare Battisti” della Guardia di Finanza in via Cesare Battisti a Cuneo.
I documenti tecnici del Demanio spiegano che la scelta nasce proprio dalla “grave situazione” della Prefettura, costretta a lasciare l’immobile in locazione dopo la disdetta del contratto da parte della proprietà privata.
La Palazzina Musso è stata oggetto di interventi costati circa 6 milioni di euro. Era infatti completamente da rifare, essendo dismessa da 20 anni.
I lavori alla caserma avevano preso il via a giugno 2022, con termine previsto a inizio del 2024.
I tempi si sono notevolmente allungati e il trasloco avverrà quindi nel 2027 inoltrato.
Nel marzo 2026 il Comune di Cuneo ha già approvato modifiche all’are mercatale attorno alla caserma proprio in vista dell’“imminente trasferimento della Prefettura” nella sede della Guardia di Finanza, considerata sito sensibile.

Il futuro del palazzo di via Roma
Una domanda lecita, sulla quale al momento circolano solo voci. Che ne farà il Marmurin di quel palazzo?
In molti pensano che, essendo di un impresario edile, lì verranno realizzati alloggi di altissimo pregio.
Anni fa era circolata la voce che quella potesse invece essere la sede migliore per ospitare un museo di arte contemporanea, una delle passioni dell'Arnaudo.
Ma qui subentra un altro soggetto: la Fondazione CRC.
Il museo di arte contemporanea è tra i desiderata anche del presidente Mauro Gola.

Non è nulla di nuovo o mai scritto (LEGGI QUI): il sogno è quello di creare un bellissimo contenitore, esso stesso un'opera d'arte, alla stregua del MART di Rovereto, nell'area della dell'ex Caserma Montezemolo, di proprietà del Comune.
Per ospitare collezioni private, in particolare La Collezione La Gaia dell'imprenditore fossanese Matteo Viglietta, scomparso nel 2020.
Un museo nell'aria c'è, quindi, ma non nella sede della Prefettura.
Perché quel palazzo - stando a qualche insistente pettegolezzo - sarebbe nelle mire proprio della Fondazione CRC, che vorrebbe avere lì la sua nuova prestigiosa sede.
Un trasloco che liberebbe un altro bellissimo edificio a poca distanza, Palazzo Vitale, in via Roma 17.

Quel palazzo nobiliare del Settecento, situato nel centro storico della città, potrebbe essere messo sul piatto delle trattative e trasformarsi in un importante investimento immobiliare.
Solo sussurri di corridoio?
Intanto, mentre la casa del Governo si prepara a lasciare la sua storica sede, attorno ai palazzi più belli di via Roma si gioca il risiko del potere cuneese.














