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Attualità | 08 maggio 2026, 12:10

Entra in funzione il biodigestore di Borgo San Dalmazzo: potrà trattare sino a 35mila tonnellate di rifiuti organici all’anno

Realizzato grazie a 12,9 milioni di fondi Pnrr e già al centro di un acceso dibattito, l’impianto realizzato da Acsr diventa ora operativo, in grado di produrre sino a 35.000 MWh di energia rinnovabile

Entra in funzione il biodigestore di Borgo San Dalmazzo: potrà trattare sino a 35mila tonnellate di rifiuti organici all’anno

È entrato nella fase di avviamento il nuovo biodigestore di ACSR S.p.A. a Borgo San Dalmazzo realizzato grazie al finanziamento Pnrr. L’impianto trasformerà la frazione organica dei rifiuti urbani – l’umido che ogni giorno separiamo in casa – in biometano e compost di alta qualità.
L’opera è stata completata nei tempi previsti dal Pnrr, un risultato tutt’altro che scontato in un periodo segnato da rincari dei materiali e criticità nelle catene di fornitura.

Il Consorzio Ecologico Cuneese, soggetto pubblico beneficiario del finanziamento europeo, costituito dai medesimi 54 Comuni soci di ACSR S.p.A., gestisce la raccolta e trasporto dei rifiuti urbani con soluzioni orientate all’economia circolare.

Per il presidente del Consorzio CEC Pier Giacomo Quiriti, “questo biodigestore è un investimento importante per il territorio. Come Consorzio abbiamo accompagnato questo progetto fin dalla candidatura, che rafforza il sistema pubblico locale e garantisce benefici ambientali ed economici nel medio-lungo periodo”.


L’impianto, che si affianca alla già esistente sezione di compostaggio aerobico, utilizza una tecnologia a digestione anaerobica “semi-dry”, chiusa e in depressione, capace di trattare ogni anno 35.000 tonnellate di FORSU e 10.000 tonnellate di scarti di legno e verde. 

Il biometano prodotto – oltre 3,4 milioni di metri cubi all’anno – verrà immesso nella rete nazionale del gas, generando oltre 35.000 MWh di energia rinnovabile, equivalenti al fabbisogno energetico di circa 3.000 famiglie. Il compost ottenuto, fino a un massimo di 11.000 tonnellate annue, tornerà all’agricoltura come fertilizzante naturale, utilizzabile sia nelle coltivazioni convenzionali sia in quelle biologiche.

Giancarlo Isaia, presidente di ACSR S.p.A., sottolinea il valore strategico dell’operazione: “Per i nostri 54 Comuni soci, che rappresentano oltre 160.000 abitanti, questo biodigestore non è solo un impianto all’avanguardia. È la dimostrazione che il pubblico sa fare sistema, intercettare risorse europee e realizzare opere che danno una risposta concreta ai cittadini. Abbiamo chiuso il cerchio dell’economia circolare: l’umido è una risorsa che produce energia pulita oltre al fertilizzante per la nostra agricoltura.”

Cristiana Giraudo, direttore generale di ACSR S.p.A., riferisce: “Un aspetto centrale del progetto è stato il rigoroso rispetto delle scadenze imposte dal PNRR. Il finanziamento a fondo perduto di 12,9 milioni di euro – su un investimento complessivo di circa 16 milioni – era infatti legato a un cronoprogramma particolarmente serrato. I lavori, affidati tramite gara europea a ENTSORGA Italia S.p.A., sono iniziati con le opere civili il 13 dicembre 2024 e si sono conclusi il 31 marzo 2026 con l’installazione di tutte le forniture tecnologiche. La fase di commissioning e avviamento è iniziata ad aprile ed è tuttora in corso, con l’obiettivo di entrare a pieno regime entro l’estate. Durante questa fase tutte le linee impiantistiche già presenti sono rimaste attive, evitando l’invio ad altri impianti dei rifiuti prodotti nei nostri Comuni”.

La tecnologia scelta non richiede un apporto di acqua e riduce del 90% la produzione di percolato rispetto agli impianti tradizionali. 

Le vasche di digestione sono sigillate, l’impianto è in depressione con sistemi di biofiltri che permettono un abbattimento significativo delle emissioni odorigene, un tema molto sentito dalle comunità che vivono vicino a impianti di questo tipo. Inoltre, l’incremento del traffico pesante sarà estremamente contenuto: solo quattro mezzi aggiuntivi al giorno tra ingressi e uscite.

Dal punto di vista energetico, il bilancio è largamente positivo. A fronte di consumi complessivi dell’impianto pari a 5.000 MWh all’anno, la sola produzione di biometano supera i 35.000 MWh annui netti. Ciò significa che ogni anno il biodigestore restituirà al territorio sei volte l’energia che ACSR consuma, contribuendo in modo sostanziale alla transizione ecologica del territorio cuneese.

Francesco Galanzino, ceo di Entsorga Italia Spa, evidenzia il risultato tecnico e organizzativo raggiunto: “Costruire un biodigestore di questa complessità in poco più di quindici mesi, rispettando i vincoli del PNRR, è stata una sfida entusiasmante. Abbiamo installato tecnologie all’avanguardia come il carroponte automatico Spider®, il digestore Cow® a flusso plug-flow, il sistema di upgrading a membrane Butterfly System® e la piattaforma di controllo Eagle Cloud®. Ma il vero successo è stato il lavoro di squadra con ACSR: una committenza pubblica competente e determinata, che ha saputo affrontare insieme a noi gli imprevisti senza mai perdere di vista l’obiettivo finale.”

Attualmente i 54 Comuni soci producono circa 10.000 tonnellate annue di rifiuto organico. 

Per raggiungere la piena capacità di 35.000 tonnellate, ACSR S.p.A. sta lavorando in sinergia con gli altri territori della provincia di Cuneo, per rendere il biodigestore di Borgo San Dalmazzo l’impianto di riferimento per tutto l’umido a livello provinciale. Un obiettivo che eliminerà gran parte dei trasporti fuori provincia, con evidenti benefici in termini di minori emissioni e riduzione dei costi di trattamento.

L’apertura del nuovo impianto di Borgo San Dalmazzo si inserisce nel più ampio percorso intrapreso dall’Unione Europea per rafforzare la propria sicurezza energetica e accelerare la transizione verso un sistema a basse emissioni di carbonio. Negli ultimi anni, infatti, l’Europa ha avviato una strategia mirata a ridurre in modo significativo la dipendenza dal gas naturale importato, puntando su una maggiore produzione interna di energia da fonti rinnovabili. 

In questo contesto, il piano REPowerEU ha fissato obiettivi ambiziosi per incrementare la produzione di biometano, riconosciuto non più come una soluzione di nicchia, ma come una fonte immediatamente disponibile e integrabile nelle infrastrutture esistenti, per sostituire parte del gas fossile e migliorare l’autosufficienza energetica del continente. Parallelamente, strumenti come NextGenerationEU mobilitano risorse senza precedenti per accelerare gli investimenti in infrastrutture e tecnologie pulite e innovative, favorendo lo sviluppo di progetti in grado di coniugare crescita economica e sostenibilità. Sul fronte normativo, la RED (Renewable Energy Directive) III alza ulteriormente l’asticella, stabilendo obiettivi vincolanti per arrivare a produrre almeno il 42,5% di energia da fonti rinnovabili entro il 2030 (con l’obiettivo di arrivare al 45%) e rafforzare i target di riduzione delle emissioni climalteranti nei settori energetici e industriali.

Gli impianti di digestione anaerobica e produzione di biometano come il nuovo biodigestore di ACSR S.p.A. rivestono perciò un ruolo chiave, contribuendo alla valorizzazione degli scarti organici e al tempo stesso alla decarbonizzazione. Progetti strategici, che rappresentano un tassello concreto verso un sistema energetico sempre più indipendente, sostenibile e resiliente.

L’inaugurazione ufficiale è fissata per il 15 maggio 2026 alle ore 15.00 presso la sede ACSR S.p.A. di Borgo San Dalmazzo, un evento realizzato grazie al contributo e alla collaborazione dei seguenti partner: LegaAmbiente Cuneo, Bra Servizi Srl, Banca CRS, Entsorga Italia S.p.A., Buzzi Unicem S.p.A., Co.fi.r. Srl, Autotrasporti Mairone Srl, Escavazioni 3M Srl, Costruzioni Edili Comino e M.A.E.F. Srl. Un appuntamento per presentare alla comunità un’infrastruttura pensata non solo per gestire i rifiuti, ma anche per generare valore ambientale, economico e sociale per tutto il territorio cuneese.

Sabato 16 maggio, dalle ore 9 alle 12, l’impianto sarà aperto alla cittadinanza con visite guidate a gruppi, ogni 30 minuti, per permettere a tutti di vedere da vicino come l’umido si trasformerà in energia e fertilizzante.


 

C. S.

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