Ampia partecipazione e forte interesse per la giornata formativa “Castagneto da frutto in pianura – euro-giapponese: gestione e potatura”, svoltasi nei giorni scorsi in frazione Trucchi (ex vivaio Bassi), promossa da Cia Agricoltori italiani di Cuneo e dedicata all’aggiornamento tecnico del comparto castanicolo.
«La grande partecipazione testimonia come ci troviamo di fronte a un comparto molto attenzionato che, nonostante le difficoltà, offre ancora marginalità interessanti – dichiara Marco Bozzolo, presidente provinciale di Cia Cuneo –. È fondamentale anche sollecitare l’interesse dei decisori politici, affinché il prezioso patrimonio castanicolo della nostra provincia venga sostenuto con aiuti mirati alla manutenzione delle piante, per evitare l’abbandono, rinnovare gli impianti e favorirne le rese».
Particolarmente significativa, secondo Bozzolo, la presenza dei giovani: «La loro partecipazione è molto positiva e dimostra che l’investimento sul castagno è considerato uno sbocco professionale concreto, con tempi di ritorno accettabili, soprattutto sui recuperi dei vecchi impianti dove il break even si raggiunge dopo 3/4 anni. In un contesto di incertezza generalizzata, il settore garantisce una certa stabilità. Inoltre, si può lavorare su due direttrici: in pianura puntare sul prodotto fresco, in montagna sulla trasformazione di qualità».
L’iniziativa, a partecipazione gratuita, ha previsto una dimostrazione pratica di gestione e potatura dei castagneti da frutto ibridi in pianura, con approfondimenti tecnici rivolti ad agricoltori e operatori del settore. Durante la mattinata si sono svolte anche prove in campo di macchinari per la raccolta e la cernita, oltre a dimostrazioni sull’utilizzo di potatori telescopici, trattori e trince.
«Abbiamo voluto concentrare l’attenzione sull’euro-giapponese – spiega Marco Bellone, vicepresidente provinciale di Cia Cuneo – perché spesso questi impianti non vengono seguiti a dovere, essendo in molti casi gestiti da proprietari non professionisti. Era quindi necessario fornire linee guida chiare per la manutenzione dei frutteti. Il prossimo anno dedicheremo un incontro alle varietà autoctone delle zone montane e pedemontane».
Bellone ha sottolineato come il castagneto debba essere gestito a tutti gli effetti come un frutteto: «Non può essere lasciato al proprio destino. Occorre rispettare le distanze tra le piante per garantire la giusta irradiazione e intervenire con una potatura corretta. Questo comporta anche un vantaggio produttivo: si raccolgono meno castagne in numero, ma con pezzatura maggiore, ottenendo comunque gli stessi quintali e riducendo il lavoro».
All’incontro sono intervenuti, oltre a Bellone, Maurizio Ribotta, responsabile del servizio tecnici in campo di Cia Cuneo, e Guido Bassi, agronomo esperto nella gestione dei castagneti.
Ampio spazio è stato dedicato anche alle prospettive di mercato e alle scelte varietali: «Le euro-giapponesi producono castagne di grossa dimensione, adatte al consumo fresco o al forno, ma oggi l’offerta supera la domanda. Al contrario, per un giovane è consigliabile investire su varietà autoctone come Garrone Rosso, Garrone Nero e Marrone, dal gusto dolce, che mantengono meglio il prezzo e richiedono meno trattamenti».
Infine, l’invito a una maggiore professionalizzazione: «Per essere competitivi è fondamentale avvalersi di tecnici specializzati e consulenze specifiche. Prima di avviare un nuovo impianto è sempre consigliabile analizzare il terreno. In questo momento c’è domanda per castagne di qualità medio-grande, ma il prodotto scarseggia: solo una corretta gestione può garantire i risultati attesi».














