Due giorni di porte aperte tra vigneti e barricaia per celebrare un anniversario che è molto più di una ricorrenza: è il simbolo della scelta di vita di Giorgia Zentilin e Felice Scolaro, diventati titolari della Cantina Vigne dei Mastri di Costigliole d’Asti esattamente due anni fa, una circostanza che la scorsa settimana è stata festeggiata con visite in vigna e degustazioni guidate, coinvolgendo un gran numero di visitatori.
Un’occasione per raccontare non solo i vini, ma soprattutto un progetto familiare nato da un cambio radicale di prospettiva: «Arriviamo da un mondo completamente diverso, quello industriale torinese – spiegano Giorgia e Felice – ma abbiamo sentito l’esigenza di dare una svolta alla nostra vita. Qui abbiamo trovato un equilibrio autentico, fatto di natura, lavoro manuale e passione. Vigne dei Mastri rappresenta per noi una scelta profonda, prima ancora che imprenditoriale».

L’azienda, fondata oltre vent’anni fa da Daniele Comba e Paola Rapetto, produce oggi circa 30 mila bottiglie l’anno, con una particolare vocazione per la Barbera, declinata in tre etichette (Barbera d’Asti Docg superiore con uve appassite, Barbera d’Asti Docg superiore e Barbera d’Asti Docg). A queste si affiancano un Albarossa Doc, uno spumante metodo classico millesimato Brut Barbera e un bianco fermo Riesling e Viognier Doc.
«Vogliamo che ogni calice racconti l’anima autentica del territorio – sottolineano i titolari – con i suoi panorami e la sua tranquillità. La Barbera è il vino che più ci rappresenta: è l’essenza del Monferrato, intensa e autentica. La coltiviamo con rispetto in ogni fase, perché per noi non è solo un prodotto, ma un simbolo del legame con questa terra».
Un impegno che si traduce anche nella scelta di pratiche sostenibili: «Sostenibilità per noi significa rispetto per la terra, per il vino e per chi lo sceglie. Lavoriamo con metodi naturali, promuovendo la biodiversità e riducendo l’impatto ambientale. Ogni bottiglia deve essere anche un gesto d’amore per il futuro».
Accanto alla qualità, anche l’attenzione al consumatore: «Crediamo sia possibile offrire vini di alto livello mantenendo un buon equilibrio nel prezzo. È una sfida quotidiana, ma anche un modo per rendere accessibile un prodotto che merita di essere conosciuto, perchè racconta una storia e un territorio».
La cantina, situata nella Borgata Loreto, è progettata per garantire qualità in ogni fase della produzione, con soluzioni tecniche all’avanguardia che assicurano stabilità termica e condizioni ottimali per fermentazione e affinamento.
«Quella di Giorgia e Felice – osserva il direttore provinciale di Cia Agricoltori italiani di Cuneo, Igor Varrone, presente anch’egli alla celebrazione aziendale - è una testimonianza concreta di come l’agricoltura possa rappresentare una scelta consapevole e moderna. Hanno saputo coniugare tradizione e innovazione, qualità e sostenibilità, portando nuova energia in un settore fondamentale. Il loro percorso è un esempio importante per tanti giovani che guardano alla terra non come ripiego, ma come opportunità di vita e di impresa».



















