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Cronaca | 04 maggio 2026, 17:53

La maniglia gli rimase in mano, fatale la caduta mentre apriva la porta: tecnico comunale a processo per omicidio colposo

Nell'ottobre 2022 l'incidente costato la vita a Rodolfo Griffoni. L'ottantenne precipitò all'ingresso della sala polivalente di Bernezzo. La Procura deve verificare se vi sia stata o meno una carenza di manutenzione

L'ingresso del Tribunale di Cuneo

L'ingresso del Tribunale di Cuneo

È proseguito davanti al Tribunale di Cuneo il procedimento per omicidio colposo legato alla morte di Rodolfo Griffoni, l’ottantenne deceduto nell’ottobre 2022 dopo una caduta all’ingresso della sala polivalente che ospita il centro incontro anziani di Bernezzo. La famiglia della vittima, è costituita parte civile contro l’allora responsabile dell’area tecnica del Comune, oggi accusato di omicidio colposo.

Sono molti i punti da chiarire in merito alla vicenda, in particolare la dinamica dell’evento e l'eventuale nesso causale tra la caduta e il decesso dell'uomo. Stando a una prima ricostruzione, parrebbe infatti che l'anziano sia caduto all’indietro mentre stava aprendo la porta del salone di piazza Martiri, rimanendo con la maniglia in mano.

Nel corso dell’ultima udienza è stato ascoltato il responsabile dell’area tecnica del Comune di Bernezzo, subentrato successivamente all’imputato, che ha ripercorso le proprie mansioni in materia di manutenzione e gestione del patrimonio comunale. Il tecnico ha spiegato di essersi occupato di diversi interventi di riqualificazione energetica dell’edificio, tra cui isolamento termico, sostituzione dei serramenti e interventi sulle coperture, anche a seguito di infiltrazioni verificatesi nell’inverno 2022.

Sul nodo della maniglia, elemento centrale dell’indagine, il testimone ha riferito di non aver mai ricevuto segnalazioni di criticità o malfunzionamenti e di aver verificato personalmente la tipologia del dispositivo. Si tratta, ha spiegato, di una maniglia in resina, ritenuta idonea sia per uso interno che esterno sulla base di informazioni fornite dal produttore, contattato in due occasioni. Secondo quanto riferito, il costruttore avrebbe confermato la resistenza del materiale anche a temperature rigide, fino a circa -20°C.

Il tecnico ha inoltre precisato che ogni acquisto è soggetto ad autorizzazione e inserimento in bilancio e che le spese per la sostituzione delle maniglie rientrano nella spesa corrente dell’ente. La difesa ha evidenziato come l’edificio fosse già noto agli uffici tecnici e che la maniglia fosse stata osservata anche in precedenti sopralluoghi, senza evidenti criticità.

La Procura ha però contestato l’assenza di ulteriori verifiche formali, come una richiesta scritta al produttore, mentre si è discusso anche della corretta destinazione d’uso del manufatto, con valutazioni tecniche divergenti tra accusa e difesa circa l’idoneità del materiale per ambienti esterni.

Nel dibattimento sono emersi anche altri elementi tecnici relativi alla dinamica della caduta. Un consulente della difesa, perito assicurativo esperto in ricostruzione degli incidenti, ha descritto la sequenza dell’evento ritenendo plausibile che la vittima, abituale frequentatore della struttura, conoscesse il meccanismo di apertura della porta, che si apre verso l’interno. Secondo tale ricostruzione, l’uomo avrebbe esercitato una forza non correttamente direzionata, contribuendo così alla perdita di equilibrio e alla successiva rottura della maniglia.

Parallelamente, il consulente medico-legale nominato, sempre dalla difesa, ha illustrato le condizioni cliniche dell’anziano, sottoposto a terapia farmacologica comprendente anticoagulanti, diuretici e betabloccanti. Secondo il medico, tali farmaci avrebbero potuto comportare effetti collaterali come vertigini, ipotensione e squilibri dell’equilibrio: fattori che potrebbero aver contribuito alla caduta. È stato inoltre ipotizzato che l’emorragia conseguente all’impatto possa aver avuto un ruolo nel decesso.

Il processo proseguirà  il 13 luglio. 

CharB.

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