Una segnalazione carica di preoccupazione e rabbia arriva in redazione da un gruppo di genitori di ragazzi con disabilità gravi, protagonisti — loro malgrado — di un episodio che riaccende i riflettori sulla sicurezza nelle gallerie.
Il fatto si è verificato nei giorni scorsi all’interno del tunnel Est-Ovest di Cuneo, il più importante attraversamento sotterraneo della città, ma il tema sollevato ha una portata più ampia e riguarda la quasi totalità delle gallerie, comprese quelle autostradali, dove gli spazi di fuga risultano spesso insufficienti o del tutto assenti.
“Cosa sarebbe successo se il pulmino si fosse spento pochi metri prima della piazzola, con il traffico pesante delle cinque del pomeriggio che incalzava alle spalle? Saremmo qui a piangere una strage annunciata”. È questo il passaggio più duro della lettera, che racconta quanto accaduto: il pulmino della Croce Rossa di Cuneo, utilizzato per il trasporto dei ragazzi, ha subito un guasto meccanico proprio all’interno della galleria. Solo per un caso fortuito il mezzo è riuscito a raggiungere uno slargo.
Il momento più critico è stato quello del trasferimento dei ragazzi su un altro veicolo. “Non osiamo nemmeno immaginare cosa abbiano provato — scrivono i genitori — nel vedersi scaricare e caricare su un altro mezzo di fortuna in un tunnel saturo di smog e vibrazioni, nel momento di massimo traffico. Un’operazione di un pericolo estremo, gestita in condizioni di totale precarietà”.
Da qui la richiesta netta: evitare il tunnel con mezzi ritenuti non affidabili. “Se il Consorzio e la Croce Rossa intendono continuare a utilizzare mezzi vecchi e inaffidabili, devono smettere immediatamente di percorrere il tunnel Est-Ovest. Esistono percorsi alternativi che, seppur più lunghi, garantiscono margini di sicurezza superiori”.
Ma le criticità, secondo quanto denunciato, non si fermano al guasto. Nel mirino anche la gestione del rientro: “Due dei tre ragazzi sono stati riportati a casa con il solo autista a bordo. Questa è una violazione gravissima dei protocolli per la disabilità grave. Un conducente impegnato nel traffico non può monitorare ragazzi che rischiano crisi epilettiche o malori improvvisi”.
I genitori chiedono ora un intervento del Consorzio Socio-Assistenziale del Cuneese, con il rinnovo del parco mezzi e una maggiore attenzione ai protocolli di sicurezza e assistenza. “La sicurezza non può dipendere dall’improvvisazione o dall’usura dei veicoli utilizzati”.
Nel ringraziare comunque i volontari per il servizio svolto quotidianamente, la lettera si chiude con un appello più ampio che riguarda l’intero sistema dei trasporti pubblici e assistenziali: “Basta mezzi fatiscenti. Non è più accettabile affidare servizi delicati e persone fragili a veicoli non adeguati agli standard di sicurezza richiesti”.














