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Economia | 28 aprile 2026, 06:03

Imprese, Cuneo in frenata: saldo negativo nel primo trimestre 2026

Soffrono agricoltura e commercio, tengono solo le società di capitali e i servizi avanzati. Peggiora il quadro rispetto al 2025

La Camera di Commercio di Cuneo

La Camera di Commercio di Cuneo

Nel primo trimestre del 2026 il sistema imprenditoriale della provincia di Cuneo registra un saldo negativo di 325 imprese, risultato del divario tra 1.281 nuove iscrizioni e 1.606 cessazioni (al netto delle cancellazioni d’ufficio). Un dato che segna un peggioramento rispetto allo stesso periodo del 2025 (-228), del 2024 (-317) e del 2023 (-231), confermando una flessione della base imprenditoriale pari al -0,50%, più accentuata sia rispetto al -0,35% del 2025 sia al -0,49% del 2024.

Il primo trimestre è tradizionalmente caratterizzato da un saldo negativo, influenzato dalla stagionalità delle chiusure d’impresa concentrate a fine anno, i cui effetti emergono all’inizio dell’esercizio successivo. Tuttavia, il dato del 2026 evidenzia una contrazione più marcata anche nel confronto territoriale: a livello regionale il calo si ferma al -0,30%, mentre su scala nazionale si registra una sostanziale stabilità.

Secondo i dati del Registro Imprese della Camera di commercio di Cuneo, al 31 marzo 2026 le sedi di impresa attive sono 63.967, mentre le localizzazioni complessive (incluse le unità locali) ammontano a 80.219, in lieve calo rispetto alle 80.491 dello stesso periodo del 2025.

“Il saldo negativo del primo trimestre, pur condizionato dalla stagionalità, riflette le incertezze globali e una contrazione del nostro tessuto imprenditoriale superiore alla media regionale e nazionale – commenta il presidente della Camera di commercio, Luca Crosetto –. Tuttavia, la crescita delle società di capitali e del terziario avanzato indica che Cuneo sta reagendo attraverso un rafforzamento strutturale e una decisa spinta all’innovazione”.

Sul fronte delle forme giuridiche, le società di capitali sono l’unica componente in crescita (+0,82%) e rappresentano il 16,4% del totale, confermando un trend positivo. In calo invece le società di persone (-0,41%), le ditte individuali (-0,87%) — che restano comunque la forma più diffusa con il 60% — e soprattutto le altre forme (cooperative e consorzi), che segnano la flessione più marcata (-1,15%).

A livello settoriale emerge una debolezza diffusa. L’unica eccezione è rappresentata dal comparto degli “altri servizi” (+0,72%), che include trasporti, ICT, attività finanziarie e servizi alle imprese. Le contrazioni più rilevanti si registrano invece in agricoltura (-1,51%), seguita da commercio (-1,31%), costruzioni (-0,60%), industria (-0,41%) e turismo (-0,25%).

Il quadro che emerge è quello di un sistema imprenditoriale sotto pressione, ma non privo di segnali di trasformazione, con una progressiva ricomposizione verso modelli più strutturati e orientati all’innovazione.

redazione

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