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Politica | 25 aprile 2026, 16:03

Bra in piazza per il 25 Aprile, festa della Liberazione per una nuova Resistenza

Emozionante cerimonia davanti al Municipio per festeggiare la libertà, come 81 anni fa

«A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato festa nazionale». Così Alcide De Gasperi il 22 aprile 1946 istituì l’anniversario della liberazione d’Italia, meglio noto come Festa della Liberazione.

Un appuntamento dalla profonda valenza storica, nato per continuare a coltivare la memoria e ripercorrere la cruciale lotta per la libertà negli anni segnati dagli orrori della Seconda Guerra Mondiale.

25 Aprile 1945

Te l’immagini un’Italia dove da mangiare non c’è nulla, dove devi fare ore di fila al banco del razionamento alimentare per afferrare al massimo due pagnotte? Un’Italia dove sui banchi dei mercati è tutto sparito, dove i soldi valgono poco e se hai bisogno di qualcosa, di medicine o cibo, ti rimane solo il baratto, e che vuoi barattare nel pieno di una guerra? La fede nuziale, una collanina d’argento. Te l’immagini un’Italia dove le persone camminano, veloci e tese… beh proprio come ora sì, ma con la differenza che la ragione di tanta fretta, nella primavera di 81 anni fa, era la paura di un bombardamento aereo. O peggio, la paura di essere arrestati e portati nei campi di concentramento.

L’occupazione nazifascista in Italia ha prodotto distruzione, povertà e terrore. Ogni giorno gli squadristi della neonata repubblica di Salò e le SS partono a caccia di partigiani, di operai, di intellettuali, di preti, di negozianti, di editori e imprenditori, di qualsiasi cittadino sospettato di essere coinvolto nell’organizzazione della Resistenza.

Negli ultimi mesi prima della Liberazione le fucilazioni sono all’ordine del giorno, una catena di arresti colpisce gravemente le diverse formazioni partigiane e il cuore degli organismi dirigenti del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia. Le rivolte di massa nelle fabbriche sono represse nel sangue. L’inverno del 1945 è iniziato, gli alleati sono ancora lontani (sfonderanno la Linea Gotica solo il 21 aprile 1945) i cittadini se la devono vedere da soli. Ed è quello che fanno.

Invece di diminuire, le azioni degli uomini e delle donne partigiane triplicano, le rivolte nelle fabbriche continuano e la gente resiste all’inverno più duro che abbia mai conosciuto. Da questo momento le cose accadono in fretta, ne accadono tantissime, inizia il principale atto finale della Seconda Guerra Mondiale in Italia. La mattina del 24 aprile Berlino è circondata dall’Armata Rossa, Milano insorge prima dell’ordine ufficiale del Comitato di Liberazione. Ovunque si accendono scontri a fuoco, la città è attraversata dalle autocolonne nazifasciste in fuga, si combatte tutta la notte.

La mattina del 25 aprile l’insurrezione è inarrestabile e sempre più coordinata. Le fabbriche vengono liberate, le armerie conquistate, la fuga del nemico ormai è disperata. Mussolini dopo aver provato senza risultati a patteggiare la resa con il generale Cadorna fugge da Milano con l’intento di riparare in Svizzera, dove non arriverà mai.

E mentre gli ultimi fuochi di guerriglia si spegnevano, la rinascita dell’Italia iniziava. Radio Milano libera trasmette ininterrottamente la notizia dell’onda di liberazione. Milano è rinata, è diventata apripista della festa del 25 aprile quando è stata messa la parola fine alla dittatura fascista.

E ogni anno le città italiane nel mese più dolce della primavera riempiono le strade per unirsi ancora a quella gioia, la più grande che un popolo può provare, quella che segna la fine della guerra e l’inizio della pace, affinché la festa della Liberazione non termini mai.

25 Aprile 2026 a Bra

È il 25 aprile, la Festa della Liberazione, per la quale ricorre l’81° anniversario. Anche Bra è scesa in piazza per una cerimonia che ha visto la città unirsi in un solo cuore nel segno della memoria e dei valori di libertà e pace.

Grande partecipazione in piazza Caduti per la Libertà, dove si sono schierati l’Anpi, associazioni combattentistiche e d’Arma, enti di volontariato, ma soprattutto tanti cittadini, alla presenza delle massime autorità civili e militari della città, confermando il profondo nodo della comunità con i valori della Resistenza e della democrazia.

Davvero un momento emozionante e significativo, a partire dall’inno di Mameli eseguito dalla banda cittadina “Giuseppe Verdi” e cantato sull’attenti dai presenti, seguito da un momento di raccoglimento e omaggio con una corona di alloro ai patrioti braidesi i cui nomi sono impressi ad eterna memoria nella lapide di marmo, posta sulla facciata del Municipio nel primo anniversario della liberazione, era il 25 aprile 1946.

Davanti al Municipio si sono tenuti gli interventi del vicesindaco Biagio Conterno, della giovane studentessa dell’Unisg e dell’Anpi Camilla Calabrese e infine del sindaco Gianni Fogliato, concordi sull’importanza di un impegno urgente per la libertà, la giustizia e i diritti di tutti in un clima globale segnato da guerre e violenza.

La cerimonia è giunta all’epilogo con tutta la piazza che ha cantato “Bella ciao” per una festa di popolo suggellata dal canto nato in Italia, ma diventato in tutto il mondo simbolo di lotta per la libertà e di resistenza.

Il 25 Aprile a Bra non è stato solo un momento di memoria, ma una scelta quotidiana di responsabilità: dire “no” all’odio, all’indifferenza e alla divisione e riaffermare, ancora una volta, la volontà di stare dalla parte della libertà e della pace. Una giornata intensa che ha rinnovato il patto tra passato e futuro, per costruire ogni giorno una comunità più giusta e consapevole.  Gridando a gran voce: «Viva il 25 Aprile, viva l’Italia».

Silvia Gullino

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