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Economia | 15 aprile 2026, 14:42

Lavorazioni agromeccaniche, in Granda scatta l’aumento del 20%: "Scelta obbligata per salvare le imprese"

L’Unione Trebbiatori di Cuneo adegua i listini dopo il +71% del gasolio agricolo e il rincaro di mezzi e ricambi. Proposta la rateizzazione delle fatture per tutelare liquidità di agricoltori e contoterzisti

Lavorazioni agromeccaniche, in Granda scatta l’aumento del 20%: "Scelta obbligata per salvare le imprese"

I prezzi delle lavorazioni agromeccaniche nella provincia di Cuneo aumenteranno in media del 20%, adeguamento deciso dall’assemblea dei soci dell’Unione Trebbiatori di Cuneo riunita lunedì 13 aprile. Alla base della scelta c’è un’analisi tecnica dei costi di produzione, ormai giudicati strutturalmente incompatibili con la tenuta economica delle imprese.

Il fattore più evidente è il caro-carburante: dall’inizio del 2026 il gasolio agricolo ha registrato un rincaro del 71%, spinto dall’instabilità geopolitica nello Stretto di Hormuz e dalle difficoltà di approvvigionamento di greggio medio-pesante, che costringono le raffinerie europee a processi più onerosi. A complicare il quadro interviene anche la scelta del Governo di destinare il credito d’imposta del 20% sul gasolio alle sole aziende agricole, escludendo i contoterzisti, nonostante siano proprio le imprese agromeccaniche a sostenere la quota principale dei consumi energetici per le lavorazioni più pesanti.

L’aumento del carburante è però solo una parte di una crisi dei costi che da almeno cinque anni incide su investimenti e manutenzioni. Il rincaro dell’acciaio ha spinto verso l’alto il prezzo dei trattori di alta potenza, cresciuti del 35-45% rispetto a cinque anni fa, mentre anche lubrificanti e ricambi hanno conosciuto aumenti a doppia cifra, erodendo ulteriormente i margini delle imprese. Nel complesso, la pressione sui bilanci dei contoterzisti è cresciuta di quasi la metà rispetto al 2021, rendendo gli attuali listini incapaci di coprire persino i costi vivi di esercizio.

In questo scenario, l’adeguamento del 20% viene definito dall’Unione Trebbiatori come una misura "non più rinviabile", considerata la soglia minima per consentire alle aziende di continuare a investire in tecnologie e sicurezza, garantendo standard professionali adeguati a tutela dei raccolti delle imprese agricole cuneesi. L’associazione precisa che l’incremento va inteso come valore medio di riferimento, che potrà essere modulato dalle singole realtà in base ai servizi offerti e alle specifiche condizioni operative.

Per limitare l’impatto sulla liquidità degli agricoltori, l’Unione invita infine a superare la consuetudine della fatturazione a saldo a fine anno, promuovendo forme di rateizzazione dei pagamenti nel corso della stagione. Una soluzione presentata come «di buon senso», pensata per distribuire il peso degli aumenti lungo l’intero ciclo produttivo e salvaguardare al tempo stesso la continuità dei servizi agromeccanici sul territorio.

redazione

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