Tra i padiglioni di Verona, il Piemonte cooperativo si è presentato ancora una volta con una presenza ampia, riconoscibile e ben radicata nei territori della regione. A rappresentarlo sono state realtà che raccontano la varietà e la solidità della cooperazione vitivinicola piemontese: Terre del Barolo, Cantina Clavesana, Terrenostre, Produttori di Govone, Cantina Tre Secoli, Cantina Vinchio e Vaglio Serra, Cantina del Nebbiolo, Produttori del Gavi, Barbera Sei Castelli e Cantina Pertinace. Una partecipazione ampia e rappresentativa, che ha restituito a Vinitaly il profilo di un sistema produttivo capace di stare sul mercato senza perdere il legame con i territori e con il lavoro dei soci.
La presenza in fiera non è stata soltanto una vetrina espositiva, ma un’occasione concreta di incontro con buyer e professionisti del settore, tra degustazioni, relazioni commerciali e momenti di confronto. È in questa cornice internazionale che le cantine cooperative aderenti a Confcooperative Piemonte Sud hanno saputo farsi notare non solo per la qualità dei vini presentati, ma anche per la capacità di esprimere una visione imprenditoriale solida e di lungo periodo. Il comparto cooperativo vitivinicolo piemontese, del resto, rappresenta una parte molto rilevante della produzione regionale, coinvolge migliaia di soci e presidia una quota significativa della superficie vitata del Piemonte, confermando il peso strutturale della cooperazione all’interno del settore.
A dare particolare rilievo alla presenza del territorio sono stati i riconoscimenti assegnati da 5StarWines - the Book, che hanno premiato due cantine aderenti alla nostra organizzazione.Terrenostre ha ottenuto un importante risultato con il Moscato d’Asti Docg Spatuss 2025, mentre Barbera Sei Castelli si è distinta con il Nizza Docg Riserva I Firmati De Il Risveglio del Ceppo 2022 e con il Barbera d’Asti Docg Il Risveglio del Ceppo 2023. Premi che confermano la qualità del lavoro portato avanti dalle cooperative e la loro capacità di emergere anche in un contesto internazionale altamente competitivo.
Per Terrenostre, il riconoscimento ottenuto a Verona valorizza una storia profondamente intrecciata con il territorio di Cossano Belbo e con la tradizione del Moscato. Il premio assegnato allo Spatuss conferma la forza di un percorso che mette al centro la qualità come espressione concreta del lavoro condiviso e dell’identità di una zona tra le più vocate per questa produzione.
«Questo riconoscimento premia un lavoro che parte molto prima della bottiglia e nasce dall’impegno quotidiano dei nostri soci in vigna», osserva Loris Filante, presidente di Terrenostre. «A Verona abbiamo portato non solo un vino, ma un modo di lavorare fondato sulla collaborazione, sulla cura del territorio e sulla volontà di far conoscere sempre meglio il valore delle nostre produzioni.»
Anche Barbera Sei Castelli ha rafforzato a Vinitaly il proprio profilo con un doppio riconoscimento che parla chiaramente di identità, ricerca e valorizzazione del Monferrato. La cooperativa, nata dalla fusione di due storiche esperienze del territorio, rappresenta oggi una realtà di riferimento per la Barbera e per il Nizza, capace di tenere insieme tradizione e visione contemporanea.
«Ricevere questi riconoscimenti in un contesto come Vinitaly significa vedere premiato un percorso costruito nel tempo, insieme ai nostri soci», dichiara Maurizio Bologna, presidente di Barbera Sei Castelli. «I vini premiati raccontano la nostra idea di cantina cooperativa: qualità, identità territoriale e capacità di innovare restando fedeli alle nostre radici.»
«Questi riconoscimenti raccontano con chiarezza la qualità espressa dalle nostre cantine cooperative e la solidità di un modello che sa unire impresa e territorio», sottolinea Mario Sacco, presidente di Confcooperative Piemonte Sud. «Questi risultati nascono dal lavoro dei soci, dalla capacità delle cantine di investire nella qualità e dalla volontà di presentarsi al mercato con un’identità forte. È questo che rende la cooperazione vitivinicola un elemento così importante per il nostro territorio.»
A Vinitaly, la cooperazione del Sud del Piemonte ha mostrato ancora una volta, attraverso la partecipazione delle sue cantine e i riconoscimenti ottenuti, un’immagine precisa del contributo che continua a dare al vino piemontese: stabilità alle imprese, valorizzazione delle produzioni, presidio dei territori e capacità di affrontare il mercato con una proposta forte e riconoscibile.



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