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Attualità | 01 aprile 2026, 06:36

Italia fuori dai Mondiali di calcio, è di nuovo Azzurro tenebra di Giovanni Arpino

Un libro cult, a metà tra sport e vita, che torna ad essere attuale dopo la sconfitta con la Bosnia

Italia fuori dai Mondiali di calcio, è di nuovo Azzurro tenebra di Giovanni Arpino

Il calcio è uno sport che appassiona sugli spalti e sugli schermi. Ma può emozionare anche attraverso le pagine di un libro. Per consolarci della sconfitta rimediata dall’Italia il 31 marzo contro la Bosnia, che significa esclusione dal prossimo mondiale, il Caffè Letterario di Bra (ri)presenta “Azzurro tenebra”.

C’è proprio da scomodarlo, Giovanni Arpino. Scrisse un romanzo cult, a metà tra sport e vita. E che ritorna d’attualità, drammaticamente, per le sorti del calcio italiano. Mai così in basso, nemmeno ai tempi dello scrittore braidese. Almeno, a quell’epoca, ai mondiali ci andavamo. Ora sono ben tre le qualificazioni fallite.

Nelle pagine si parla della spedizione italiana ai Mondiali di calcio del 1974 in Germania. I personaggi sono avatar dei protagonisti di quell’epoca, tutti ribattezzati con soprannomi di più o meno facile identificazione: Baffo (Sandro Mazzola), Belle Gioie (giornalisti “buoni”), Bomber (Gigi Riva), Buon Tom (Tommaso Maestrelli), Fabio il Geometra (Fabio Capello), Gauloise (Carletto Parola), Giacinto (Giacinto Facchetti), Giorgione (Giorgio Chinaglia), Golden Boy (Gianni Rivera), Grande Capo Penna Bianca (Gianni Agnelli), Grangiuàn (Gianni Brera), Jene (giornalisti “cattivi”), Manager (Italo Allodi), Petruzzu (Pietro Anastasi), Romeo (Romeo Benetti), San Dino (Dino Zoff), Spina (Luciano Spinosi), Tarcisio la Roccia (Tarcisio Burgnich), Vecio (Enzo Bearzot), Veneziano (Giorgio Lago), Zio (Ferruccio Valcareggi), per citare i più ricorrenti.

Lo stesso autore è un inviato speciale che si firma “Arp” e segue le vicende del campo insieme a “Bibì”, giovane cronista. La narrazione o, a piacere, la telecronaca, inizia qualche giorno prima della partita inaugurale del torneo e termina al rientro in patria dei protagonisti ed è interamente vissuta dall’interno del gruppo dei giornalisti italiani, con costanti interventi dei componenti della Nazionale, giocatori, tecnici e dirigenti.

“Azzurro tenebra”, oltre alla fantasia tipica del romanzo, racconta di cronaca, come solo un grande giornalista sa fare. Perché Giovanni Arpino è tutte e due le cose: scrittore raffinato e giornalista di quelli epici, che giravano il mondo come inviati e scrivevano i loro pezzi “sul campo”, con macchina da scrivere al seguito, dettando poi al telefono i testi alle redazioni, per i quotidiani che sarebbero andati in stampa appena qualche ora più tardi.

Per la cronaca (sportiva), ai Mondiali tedeschi l’Italia allenata da Valcareggi uscì al primo turno. Ma Arpino scriveva di calcio esattamente come narrava di sogni. Perciò, se l’Italia calcistica di quella generazione fu vittima della sfortuna, oggi è possibile rompere quel tabù e sentire ancora la sua voce arrivare dagli scaffali della libreria. Con un accento su tutti: spingere gli azzurri dalla tenebra alla luce della rinascita.

Silvia Gullino

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