Si è concluso con una condanna a un anno e quattro mesi di reclusione il processo a carico di M.A. per i fatti avvenuti il 16 ottobre 2023 a Fossano. Il tribunale ha riconosciuto la responsabilità dell’imputato per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio nella forma lieve.
Quel giorno, come ricostruito dalla Procura, i carabinieri erano intervenuti dopo la segnalazione di una fonte confidenziale che parlava della possibile cessione di una quantità significativa di droga. Quando gli operanti raggiunsero l’auto, una donna che si era appena avvicinata al veicolo si diede alla fuga, riuscendo a far perdere le proprie tracce.
A quel punto scattò la perquisizione del mezzo, all’interno del quale vennero trovati un pacco contenente un coltello e lo stupefacente il cui quantitativo venne rienuto incompatibile con l’uso personale. Il pubblico ministero ha quindi chiesto la condanna a nove mesi di reclusione e 2.500 euro di multa.
Diversa la versione fornita da M.A. che ha sostenuto che la droga fosse stata nascosta nella sua auto per vendetta da una donna. In aula l'uomo ha raccontato di aver trovato lo stupefacente sotto il sedile la mattina del 16 ottobre e di aver cercato nel pomeriggio di restituirlo alla donna, che però si sarebbe rifiutata di incontrarlo.
Nel corso dell’udienza l’imputato ha anche accusato uno dei carabinieri intervenuti di aver mentito nelle sue dichiarazioni, sostenendo che la ricostruzione fornita dai militari non corrispondesse alla realtà dei fatti.
La difesa ha infatti insistito sull’ipotesi che la droga fosse stata collocata nell’auto da terzi, sottolineando come durante la perquisizione domiciliare non fosse stato trovato nulla di riconducibile allo spaccio: l’unico oggetto rinvenuto era un bilancino che, secondo quanto spiegato dall’imputato, sarebbe utilizzato per la sua attività di compravendita di oro.













