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Attualità | 19 marzo 2026, 06:03

Ad Alba il Parco Tanaro entra nella fase decisiva: “Meno visione, più scelte”

Il progetto da 500mila euro finanziato dal bando Stars passa alla definizione operativa: il nodo non sono solo le opere, ma la capacità di far vivere davvero l’area

Ad Alba il Parco Tanaro entra nella fase decisiva: “Meno visione, più scelte”

 Il Parco Tanaro torna al centro della programmazione del Comune di Alba in una fase che, più ancora della candidatura, appare decisiva. Ottenuto il finanziamento da 500 mila euro attraverso il bando STARS di Fondazione CRC, l’attenzione si sposta ora dalla cornice generale alla definizione concreta delle priorità.

Il progetto, presentato con il titolo “Parco dei Talenti”, si muove dentro un perimetro ampio e ambizioso. L’idea di fondo è quella di valorizzare una vasta area verde cittadina, facendo dialogare tutela ambientale, fruibilità pubblica, attività all’aria aperta e qualità dello spazio urbano. Ma proprio questa ampiezza, oggi, impone una selezione più netta.

L’assessore all’Ambiente Roberto Cavallo descrive questa fase come un passaggio di maturazione del progetto. Dopo la candidatura e la prima concertazione, il lavoro si sta concentrando sulle linee guida da affidare alla progettazione successiva. In sostanza, il Comune sta riprendendo il materiale raccolto negli incontri preliminari per tradurlo in indirizzi più chiari e sostenibili. Il punto, spiega Cavallo, è che nella fase iniziale erano confluite molte suggestioni e molte possibilità, mentre adesso serve individuare alcuni assi realmente praticabili, capaci di reggere anche nella fase attuativa.

Su questo stesso crinale si colloca anche la lettura dell’assessore ai Lavori pubblici Edoardo Fenocchio, che richiama la necessità di evitare una dispersione degli interventi. “L’idea è di concentrare le risorse in un’area nodale, su una dorsale robusta che possa costituire il fulcro del progetto”, osserva, indicando con chiarezza una delle questioni centrali: il Parco Tanaro ha un’estensione e un potenziale tali da rendere necessario un lavoro di scelta, non di accumulo.

Il nodo, in effetti, non riguarda soltanto il disegno delle opere. Riguarda soprattutto la capacità di dare all’area una funzione più leggibile e una continuità di utilizzo che finora, almeno in parte, è mancata. Il Parco Tanaro è da tempo percepito come uno dei grandi polmoni verdi della città, con un rapporto diretto con il fiume e con una vocazione naturale evidente. Eppure, proprio questa vocazione non si è ancora tradotta del tutto in una frequentazione stabile e riconoscibile.

Fenocchio insiste su questo punto con una riflessione che va oltre il singolo intervento: “Il rischio è fare opere che poi non hanno la sufficiente forza di innescare azioni e movimento”. In altre parole, la partita non si vincerà soltanto con l’inserimento di nuovi elementi o con una migliore sistemazione dell’area, ma con la capacità di costruire un equilibrio tra qualità del progetto e uso reale dello spazio.

È qui che la fase attuale assume un peso particolare. Il Comune, spiegano gli assessori, sta lavorando per trasformare il finanziamento ottenuto in una proposta più concentrata, meno dispersiva e più coerente con le caratteristiche dell’area. Non solo, dunque, un parco “più bello”, ma uno spazio che possa diventare un luogo più riconoscibile, più vissuto e più integrato nella vita cittadina. Cavallo colloca questo lavoro dentro un metodo fondato sul confronto con i soggetti già coinvolti e sulla prosecuzione dell’attività concertativa. L’obiettivo è fare in modo che quanto emerso nella fase preliminare non resti una somma di indicazioni, ma si traduca in un impianto progettuale capace di reggere nel tempo.

d.v.

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