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Curiosità | 18 marzo 2026, 06:39

Indice del clima 2026, le città italiane dove si vive meglio (e peggio)

Non c’è due senza tre. Bari continua a essere la regina per il clima migliore del Paese, va peggio alla pianura Padana

(Disegno di Pierobello)

(Disegno di Pierobello)

Il clima è un fattore importante della qualità della vita quotidiana. Condiziona l’umore, la salute, persino le relazioni sociali. E allora, dove si sta meglio in Italia dal punto di vista climatico?

A dare una risposta è l’Indice del clima 2026 del Sole 24 Ore, che ogni anno mette in fila i capoluoghi italiani in base alla qualità del loro clima. La classifica nasce dall’analisi di un intero decennio di dati meteorologici, dal 2015 al 2025, elaborati da 3bmeteo. L’indagine incrocia quindici indicatori diversi, dalle ondate di calore ai giorni di pioggia, fino alla ventilazione e al livello di umidità. Il risultato è una fotografia piuttosto chiara di come sta cambiando la vivibilità climatica nel nostro Paese.

Se nel 2026 dovessimo puntare il dito su una zona dove il clima resta ancora particolarmente vivibile, la bussola indicherebbe la costa adriatica. Qui diverse città riescono ancora a mantenere un equilibrio climatico piuttosto favorevole, soprattutto grazie alla presenza costante della brezza marina che rende più sopportabili anche le estati più calde.

In cima alla classifica c’è (rullo di tamburi) Bari! Che per il terzo anno di fila si conferma la città con il clima migliore d’Italia. Il capoluogo pugliese non vince solo per il numero di giornate di sole: eccelle in ben otto dei quindici indicatori presi in considerazione. Il vero segreto è proprio il vento leggero che soffia dal mare e che aiuta a mitigare l’afa estiva, rendendo il caldo decisamente più sopportabile rispetto ad altre zone del Paese.

La Puglia piazza anche un’altra provincia sul podio: Barletta-Andria-Trani, che conquista il secondo posto. Subito dietro troviamo un gruppo di città adriatiche molto compatto  che beneficiano di un clima piuttosto stabile e di escursioni termiche contenute: Pescara, Ancona e Chieti.

Salendo nella classifica compaiono poi Trieste, città da sempre abituata a convivere con il vento, ma pure con temperature abbastanza equilibrate, più Pesaro e Urbino, dove il mix tra mare e colline contribuisce a mantenere un clima piacevole durante gran parte dell’anno.

La sorpresa arriva invece dalla Sicilia: Enna riesce a entrare nella top ten, grazie alla sua altitudine. Qui le temperature restano più fresche rispetto al resto dell’isola e la ventilazione è tra le migliori d’Italia.

Se da una parte ci sono territori dove il clima resta relativamente equilibrato, dall’altra ci sono città dove vivere diventa sempre più complicato dal punto di vista meteorologico. Grazie al cielo, ve lo diciamo subito, Torino e Cuneo non sono in classifica.

In fondo alla classifica troviamo Carbonia, nel Sud della Sardegna. Qui il problema principale è la combo tra temperature molto elevate, umidità alta e un indice di calore che rende le giornate estive particolarmente pesanti.

Situazione complicata anche a Terni, che paga soprattutto le frequenti ondate di calore. Essendo una città dell’entroterra, lontana dal mare, non può contare sulla ventilazione che invece aiuta a raffreddare località costiere come Genova o Savona. Il risultato sono estati spesso difficili da affrontare.

Tra le ultime posizioni compare anche Belluno, ma per motivi opposti. Qui il problema non è il caldo estremo, bensì il freddo e la scarsa esposizione al sole. La città registra quasi venti giorni freddi all’anno e ha uno dei valori più bassi di ore di luce giornaliera: circa 6,8 contro le oltre 9 ore che si registrano in città molto più soleggiate come Agrigento.

Il report del Sole 24 Ore evidenzia tendenze allarmanti per il sistema Paese. Oltre all’aumento delle temperature medie, si assiste a una crescita esponenziale degli eventi estremi. Nel 2025 sono state registrate 17 ondate di calore e circa 80 notti tropicali (notti in cui la minima non scende sotto i 20°C). Cambiamenti significativi riguardano anche le precipitazioni: le piogge sono sempre più concentrate in eventi brevi e violentissimi, mentre i periodi di siccità prolungata sono arrivati a coprire il 12% dei giorni dell’anno, con punte del 19% in alcune aree del Mezzogiorno. Al Sud, città come Cagliari e Catania vedono ormai sparire del tutto i "giorni freddi", con temperature percepite che restano quasi costantemente sopra i 3°C. Hai voglia a dire che la crisi climatica non esiste.

Silvia Gullino

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