Quasi undici anni insieme, un’eternità nello sport professionistico. Poi, come spesso accade quando i risultati iniziano a mancare, le strade si dividono. Si è chiuso così, lo scorso gennaio, il lungo rapporto tra Silvano Prandi e lo Chaumont VB 52, al termine di una stagione complicata per il club francese, salvatosi con fatica nella massima serie.
Una separazione maturata dopo attente riflessioni tra società e allenatore, non priva di emozione. Perché Prandi, per tutti “il Professore”, non è stato soltanto un tecnico, ma un punto di riferimento umano e sportivo. Lo sanno bene i tifosi di Chaumont, che all’indomani dell’annuncio di divorzio hanno invaso i social del club con migliaia di messaggi di affetto.
Nato a Santo Stefano Belbo, Prandi rappresenta da sempre un vanto per il territorio. Prima dell’esperienza francese, aveva costruito una carriera straordinaria in Italia, con un lungo e vincente periodo proprio a Cuneo, dove ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della pallavolo. Successi, trofei e una cultura del lavoro che lo hanno consacrato tra i grandi allenatori del panorama nazionale.
In Francia, a Chaumont, il “Professore” ha saputo replicare quel modello vincente: oltre dieci anni in panchina, quattro titoli nazionali conquistati e ben tredici finali disputate. Numeri che raccontano più di qualsiasi parola il valore del suo operato.
A distanza di tre mesi dall’addio, il club ha voluto rendergli omaggio con una cerimonia intensa e partecipata. Sabato 14 marzo, al termine della sfida contro la capolista Tours, il “Palestra”, così è battezzato il palasport chaumnotese, si è fermato per celebrare il tecnico italiano. Un momento toccante, condiviso con il pubblico, che ha salutato uno dei protagonisti più importanti della propria storia.
Durante il post-partita, Prandi ha ricevuto una maglia commemorativa con il numero 52, simbolo del dipartimento dell’Haute-Marne. Un riconoscimento condiviso anche con la sindaca uscente Christine Guillemy, presente in tribuna accanto all’allenatore per seguire l’incontro.
Significativa anche la partecipazione del Tours, squadra avversaria ma protagonista di un gesto di grande sportività: giocatori, staff e dirigenti sono rimasti in campo durante tutta la cerimonia, formando un corridoio d’onore. Tra gli applausi, non sono mancati momenti di leggerezza, come la battuta del capitano Zeljko Coric: "È la prima volta che vengo applaudito a Chaumont!". I tifosi ospiti hanno inoltre donato a Prandi una sciarpa, suggellando un tributo sincero e trasversale.
Sold out il Palestra, in una stagione che raramente aveva regalato simili atmosfere. La presenza del capolista Tours e, soprattutto, l’omaggio al “Professore” hanno riportato calore ed entusiasmo sugli spalti.
Si chiude così un capitolo importante della carriera di Silvano Prandi, ma non il suo legame con la pallavolo.
E allora viene spontaneo chiedersi: è davvero finita qui? A 78 anni suonati, il “Professore” ha scritto tutto quel che c’era da scrivere nel libro della pallavolo. Eppure, conoscendo il suo attaccamento viscerale al volley, la sua curiosità e quella dedizione quotidiana che non è mai venuta meno, pensare a un addio definitivo sembra quasi azzardato.
Forse è solo la fine di un ciclo. Perché certe passioni, più che chiudersi, trovano sempre un modo per ricominciare.














