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Cronaca | 10 marzo 2026, 18:23

Alba, la sventura giudiziaria dell'ex consigliere comunale ripresa dai telegiornali Mediaset

Olinto Magara condannato in appello a Perugia per un fatto del 2018: un 77enne si introdusse in una sua proprietà senza autorizzazione e vi morì cadendo in un pozzo. Ai parenti riconosciuto un risarcimento di 600mila euro: un nuovo caso di malagiustizia?

L'abitazione nella quale avvenne la tragedia

L'abitazione nella quale avvenne la tragedia

La definisce una vicenda “sfortunata” e non si può dargli torto.

L'ex consigliere comunale Olinto Magara è il cittadino albese coinvolto suo malgrado in un procedimento giudiziario di cui ieri, lunedì 9 marzo, hanno parlato con ampia risonanza i notiziari Mediaset, trasmettendo anche alcune sue dichiarazioni, in seguito alla conferma della condanna arrivata dalla Corte d'Appello di Perugia per un tragico episodio risalente a 8 anni fa.

Il 30 luglio 2018, un uomo di 77 anni, di origine albanese, si introdusse nel giardino di una proprietà della famiglia Magara nella provincia umbra, con l’intenzione di raccogliere more, ma precipitò in un pozzo artesiano seminascosto nei rovi, perdendo la vita.

Per quella morte, classificata come omicidio colposo, Magara era stato condannato in primo grado e i giudici hanno ribadito in appello che "il contributo causale della vittima, non scrimina le macroscopiche omissioni del proprietario".

La difesa ha cercato di sottolineare come la proprietà fosse comunque recintata e che il pozzo fosse 'protetto' dalla presenza della vegetazione, e che a ogni buon conto l’uomo vi era penetrato abusivamente.

Ma per il momento la vicenda, sulla quale Olinto Magara esprime tutta la sua perplessità e preoccupazione, è arrivata alle pagine dei notiziari nazionali, definita come 'l’ennesimo caso di malagiustizia'.

Negli anni non siamo riusciti a cedere questa proprietà e pur essendo un fabbricato in vendita ne abbiamo sempre curato la manutenzione ordinaria, tagliando le erbacce e controllando le recinzioni e i lucchetti ai cancelli - spiega Magara -. Le richieste di risarcimento ci sembrano eccessive e andrebbe valutato, ad esempio che la tragedia è avvenuta non in un luogo abbandonato, e in seguito a un accesso non autorizzato. Mi ritengo sfortunato in quanto è da oltre 55 anni che non frequento più quei luoghi e non ero al corrente della presenza di questo pericolo. L’avessi saputo sarei sicuramente intervenuto”.

In primo grado, era stato deciso un risarcimento ai familiari del deceduto di 600mila euro ed è stata versata una provvigionale di 100mila euro in attesa della decisione definitiva del tribunale in sede civile.

Silvano Bertaina

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