E’ di omicidio stradale l’imputazione in forza della quale la pubblico ministero presso il Tribunale di Asti Sara Paterno ha richiesto al giudice delle indagini preliminari Matteo Bertelli Motta il rinvio a giudizio di C. S.
Classe 1966, autista nato e residente ad Asti, l’uomo era alla guida della betoniera di marca Scania di proprietà di una ditta di Castagnole delle Lanze, nell’Astigiano, che il 19 maggio 2025, mentre effettuava una manovra all’interno del parcheggio del distributore di benzina Ip presente lungo la Strada Provinciale 7 a Roddi, nel tratto compreso tra il cantiere dell’autostrada Asti-Cuneo e la rotonda che immette verso la strada di accesso all’ospedale "Michele e Pietro Ferrero", investì mortalmente Silvano Brandino, 54enne di Verduno.
Un tragico incidente, quello verificatosi nel pomeriggio di quel lunedì, di fronte alle numerose persone presenti a quell’ora presso il frequentato distributore e l’annesso bar con dehors. Il mezzo pesante era in fase di manovra – era emerso –, e non si escluse che la vittima dell’incidente si fosse avvicinata alla betoniera per richiamare l’attenzione dell’autista in cabina, suo conoscente, forse per rivolgergli un saluto. Dalla sua postazione quest’ultimo non si sarebbe però avveduto della presenza del pedone, finendo per travolgerlo senza averne avuta la minima contezza.
Originario e residente nella borgata del paese conosciuta come Cascina Fava, sulla strada collinare che collega Verduno a Roddi, Silvano Brandino lasciò un figlio, la madre, e due fratelli. Ogni tentativo di soccorso fu purtroppo inutile, i rilievi sul posto furono effettuati dai Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Alba. L’autista venne sottoposto a controllo alcolemico, con esito negativo, dopodiché gli inquirenti procedettero al sequestro del mezzo.
L’incidente venne fatto oggetto di una perizia cinematica effettuata per conto della Procura dall’ingegner Roberto Bergantin di Torino. Nell’incidente probatorio la difesa dell’autista, rappresentata dall’avvocato Giorgio Scanavino, aveva nominato quale proprio consulente Claudio Ciccarelli di Genova, mentre madre, figlio e fratelli della vittima, tutelati dall’avvocato Roberto Ponzio, si erano affidati all’ingegner Giuseppe Cresta di Milano.
Ora la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura perché, "in qualità di conducente (…), con una condotta negligente, imprudente e imperita, ometteva di conservare il controllo del veicolo, di arrestarlo e fermarsi in presenza di pedoni, violando così l’articolo 141 del Codice della Strada, investendo e cagionando la morte del pedone, il quale decedeva a causa di un trauma da schiacciamento (…)".
A seguito della richiesta avanzata dalla pubblico ministero, il Gip ha fissato udienza preliminare il prossimo 25 marzo, davanti al Tribunale di Asti.














