Il conto alla rovescia ha inizio: oggi, 10 marzo, mancano esattamente cento giorni alla Maturità. L’esame di stato è un giro di boa per gli studenti di quinta superiore. Una data che viene celebrata con eventi e manifestazioni organizzate ad hoc, come augurio di buona sorte e per esorcizzare la paura della prova che li attende.
Questo momento ha un nome che ormai è diventato una tradizione: Mak P 100. Non è solo una festa. Non è soltanto un numero. È qualcosa di più profondo: il giorno in cui un’intera generazione si accorge che sta per diventare grande. Perché dentro le risate, le foto, la musica e l’energia di ragazze e ragazzi in realtà c’è il passaggio di testimone tra il presente e il futuro.
Il mondo spesso si racconta attraverso la cronaca, i problemi, le polemiche. Ma giornate come questa ricordano a tutti una verità semplice: la ricchezza più grande di una società sono i suoi giovani.
Come mai si festeggiano i 100 giorni? La cifra tonda non c’entra nulla con il voto più alto - 100 appunto - che può essere assegnato ai maturandi. E questo perché l’usanza esisteva anche quando gli studenti potevano essere promossi al massimo con 60. Tutto ha inizio dal Mak P: la storia dice che nel 1840 i corsi dell'Accademia Militare di Torino cominciarono ad avere durata triennale. Così gli allievi iniziarono a fare il conto alla rovescia dei giorni, organizzando una festa per il Mak P 100, che suona così anche nel dialetto piemontese per indicare “solo più 100”.
Dal 1840 ad oggi sono cambiate molte cose e quell’antica tradizione militare si è diffusa a tutti gli studenti, trasformandosi in un giorno di festeggiamenti, ricordi e anche tanta malinconia.
Cento giorni alla fine di un capitolo, un grande respiro collettivo prima dell’ultimo tratto di strada. Un’occasione in cui ragazzi e ragazze celebrano l’amicizia, il percorso fatto insieme e la consapevolezza che da qui in avanti tutto sarà diverso.
Qualcuno partirà per l’università, qualcuno resterà, qualcuno proverà a inseguire un sogno lontano. Ma oggi sono tutti lì, nello stesso momento della vita, con la stessa miscela di emozioni: entusiasmo, paura, libertà.
E tra cento giorni arriveranno gli esami. Poi l’estate. Poi la vita vera. Perché il Mak P 100 è questo. È il tempo in cui ogni giovane guarda negli occhi il suo futuro e lo vede sorridere.














