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Attualità | 08 marzo 2026, 14:49

Sanità, Nursing Up: "L'85% degli infermieri in Europa è donna eil 70% fatica a conciliare lavoro e famiglia"

De Palma: “La sanità si basa sul lavoro delle donne, ma senza organizzazione e investimenti sul personale il sistema non regge”

Immagine di repertorio

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Oltre l’85% degli infermieri in Europa è donna e circa 7 professionisti su 10 dichiarano difficoltà nel conciliare turni di lavoro e vita familiare.

È quanto emerge dall’approfondimento-studio elaborato dal Nursing Up in occasione della Giornata internazionale della donna, che mette in relazione dati scientifici internazionali e modelli organizzativi dei principali sistemi sanitari europei.

Secondo dati di organismi come World Health Organization, Organisation for Economic Co-operation and Development e International Council of Nurses, la professione infermieristica rappresenta uno dei settori con la più alta presenza femminile nei sistemi sanitari occidentali.

La letteratura scientifica internazionale evidenzia inoltre un elemento ricorrente: nei sistemi sanitari caratterizzati da maggiore pressione assistenziale, carenza di personale e insufficiente turn over la conciliazione tra lavoro e vita familiare diventa più complessa e i livelli di soddisfazione professionale delle infermiere tendono a ridursi.

Lo dimostrano le analisi comparative del progetto europeo RN4CAST, pubblicate su BMJ Quality & Safety e sul Journal of Nursing Management, insieme agli studi sull’organizzazione del lavoro infermieristico pubblicati sull’International Journal of Nursing Studies.

Secondo il Nursing Up, nei sistemi sanitari europei come Germania, Francia, Regno Unito, Belgio e Paesi Bassi, dove la programmazione dei turni è più stabile, il turn over del personale è più regolare e i team assistenziali sono più strutturati, gli infermieri registrano livelli più elevati di soddisfazione professionale e migliori condizioni di equilibrio tra lavoro e vita privata.

In Italia, al contrario, vengono segnalati livelli di soddisfazione professionale più bassi proprio sul tema della conciliazione tra lavoro e vita privata, con molte professioniste che indicano nella gestione dei turni e nella pressione assistenziale i principali fattori critici. 

Lo confermano studi internazionali comparativi come il progetto europeo RN4CAST (Nurse Forecasting in Europe) pubblicato su BMJ Quality & Safety e le ricerche sull’organizzazione del lavoro infermieristico pubblicate sull’International Journal of Nursing Studies e sul Journal of Nursing Management, che evidenziano come nei sistemi sanitari caratterizzati da maggiore pressione assistenziale e minore stabilità nella programmazione dei turni, gli infermieri riportino livelli più bassi di soddisfazione lavorativa e maggiori difficoltà nel bilanciare vita professionale e familiare.

"La sanità europea si regge in gran parte sul lavoro delle donne -, sottolinea Antonio De Palma, presidente del Nursing Up -. Infermiere, ostetriche e professioniste sanitarie garantiscono ogni giorno continuità assistenziale e relazione con i pazienti, ma questo impegno si intreccia spesso con responsabilità familiari che non possono essere ignorate dalle politiche sanitarie".

"Il confronto europeo è chiaro -, conclude De Palma -. Dove l’organizzazione del lavoro è più stabile, con programmazione dei turni e adeguato turn over del personale, le professioniste sanitarie riescono a trovare un equilibrio più sostenibile tra lavoro e famiglia. Investire sul personale sanitario non è solo una scelta organizzativa: è una condizione necessaria per garantire qualità dell’assistenza e sostenibilità del sistema sanitario".

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