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Attualità | 08 marzo 2026, 17:03

Inaugurata a Cuneo la mostra Maria Skłodowska-Curie in Italia: tre viaggi, una passione

Promossa da Pro Natura Cuneo, Donne per la Granda e Liceo Pellico-Peano, dove è visitabile fino al 28 marzo

Inaugurata a Cuneo la mostra Maria Skłodowska-Curie in Italia: tre viaggi, una passione

Una donna (a noi) contemporanea, prima ancora che una scienziata. “La” scienziata. Prima donna a vincere il Nobel. Una dei soli 5 a vincerne due. L’unica a vincerli in 2 campi diversi (chimica e fisica). Ha scoperto tutti i segreti dell’atomo e due nuovi elementi, il radio e il polonio (così chiamato dal suo paese di origine, la Polonia).

Parliamo di Maria Curie (Maria Salomea Skłodowska, prima di sposare il fisico e ricercatore Pierre Curie). Non stupisce dunque che proprio a ridosso della Giornata internazionale della donna, sia stata inaugurata a Cuneo la mostra “Maria Skłodowska-Curie in Italia. Tre viaggi, una passione”, promossa da Pro Natura Cuneo, Donne per la Granda e Liceo Pellico-Peano, che la ospita.

Per il vernissage di venerdì 7 marzo erano presenti pubblico e ospiti delle grandi occasioni, con interventi del consigliere regionale Giulia Marro, dell’assessore cuneese alle pari opportunità Cristina Clerico, del preside del Liceo Alessandro Parola, del presidente di donne per la Granda Debora Cappellino, del presidente di Pro Natura Cuneo Domenico Sanino e del rappresentante del consolato polacco di Torino Paolo Zaccone.

La mostra racconta i tre viaggi compiuti in Italia da Maria Skłodowska-Curie su invito del Governo italiano: a Ischia, Montecatini e Lurisia. In particolare, la scienziata si recò a Lurisia per studiare le acque termali, ritenute miracolose per le loro proprietà terapeutiche. Dopo attente analisi, Curie ne confermò le qualità benefiche, contribuendo a rafforzarne la fama scientifica.

I pannelli espositivi della mostra sono stati realizzati dall’Accademia Polacca delle Scienze di Roma e illustrano non solo gli spostamenti italiani della scienziata, ma anche il contesto storico e scientifico in cui maturarono queste esperienze, che hanno rivoluzionato la scienza moderna, lasciando un’eredità che continua a ispirare generazioni di ricercatori e ricercatrici.

La mostra sarà visitabile fino al 28 marzo nella sala del Liceo Pellico-Peano, dal lunedì al sabato dalle 9 alle 14.30 (ingresso da corso Giolitti, 11); il giovedì e il venerdì anche dalle 14.30 alle 17.30 (ingresso da via Monte Zovetto, 8). L’ingresso? Libero e gratuito.

Per informazioni: donnexlagranda@gmail.com

Un po’ di biografia

È difficile riassumere in poche righe una vita e una carriera uniche e complesse come sono state quelle di Maria Curie, ma ci sono tre termini che possono rendere l’idea: pioniera, ribelle, genio. In una parola: donna.

La grande scienziata polacca nel 1903 fu insignita del premio Nobel per la fisica, insieme al marito Pierre Curie e ad Antoine Henri Becquerel, per i loro studi sulle radiazioni e, nel 1911, si guadagnò il Nobel per la chimica per la sua scoperta del radio e del polonio. Maria riuscì a farsi strada ed ebbe successo in un ambiente dominato dagli uomini, ma fu anche una donna forte, passionale e moderna. A chi le domandava come fosse essere sposati con un genio, lei rispondeva: «Non lo so, chiedetelo a mio marito».

Dopo la morte del marito Pierre, avvenuta a causa di un incidente nel 1906, la donna rimane da sola con due figlie da crescere, ma nonostante tutto riesce ad andare avanti come madre e come scienziata.

Purtroppo Maria deve fare i conti con un mondo prevalentemente maschilista e, specialmente nell’ambito accademico, il suo coraggio e la sua audacia non sono visti di buon occhio da tutti.

Inoltre, la sua relazione con il matematico e scienziato Paul Langevin, provoca uno scandalo, trascinando la reputazione di Maria nel fango. Preoccupata dall’andamento delle cose, l’Accademia svedese che si occupa di assegnare il Nobel e che vorrebbe premiarla per una seconda volta, proibisce alla donna di recarsi a Stoccolma per ritirare il Premio. Un’offesa alla brillante scienziata che si vede negare i riconoscimenti, solo perché si è innamorata.

Ancora oggi, a distanza di oltre un secolo da quando i fatti che riguardavano Maria Curie accadevano, questa discriminazione è ancora troppo frequente, fermi restando i progressi del mondo globalizzato e del pensiero che ha accompagnato i suoi mutamenti.

Pur nella sua scenografia d’epoca, ammantata di quel liberty che fa tanto belle époque, la mostra in suo onore diventa un racconto animato che parla anche ai nostri giorni funestati dalle guerre. Maria Curie diventa, così, nostra contemporanea a ripeterci una delle sue frasi più celebri: «Nella vita niente è da temere, tutto è da capire».

Con l’augurio che la vita della donna più influente nella storia del mondo, come l’ha riconosciuta nel 2018 la BBC, possa essere fonte di ispirazione per tutti.

Silvia Gullino

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