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Attualità | 10 febbraio 2026, 10:27

Priero avvia ‘Langa dei Fiori’ e chiama i Comuni dell’Alta Langa a un lavoro condiviso sull’impresa

Il comune capofila apre il tavolo sull'imprenditoria, con un occhio di riguardo a quella giovanile e femminile per un progetto strategico di sviluppo delle aree interne

Alessandro Ingaria, sindaco di Priero

Alessandro Ingaria, sindaco di Priero

Non è stato un incontro di rito, né una semplice presentazione progettuale. A Priero, con il primo tavolo di lavoro di “Langa dei Fiori”, i sindaci dell’Alta Langa hanno messo sul tavolo una questione concreta: come creare oggi le condizioni per lavorare e fare impresa nelle aree interne, senza continuare a inseguire modelli che altrove hanno già mostrato i loro limiti.

Il confronto, promosso dal Comune di Priero capofila con Camerana, Castelnuovo di Ceva, Mombarcaro, Monesiglio, Montezemolo, Paroldo, Sale delle Langhe e Sale San Giovanni, insieme al CFP Cebano Monregalese (presente con il direttore Marco Lombardi), ha segnato l’avvio operativo di un percorso finanziato da Fondazione CRC attraverso il bando “Valorizzazione”, pensato per essere condiviso e privo di oneri diretti per le Amministrazioni coinvolte. Una scelta che nasce dalla volontà di leggere il territorio come un sistema unitario, capace di affrontare in modo coordinato fragilità strutturali e potenzialità comuni, superando la frammentazione che spesso indebolisce le aree interne.

Al centro della discussione, il tema del fare impresa in montagna, con un’attenzione esplicita all’imprenditoria giovanile e femminile. Un focus che non nasce da un’astrazione teorica, ma dalla lettura dei dati comparativi tra 2019 e 2024, che restituiscono un quadro preciso: nei Comuni coinvolti il tessuto imprenditoriale conta oggi poco più di duecento sedi attive, mentre le imprese giovanili e quelle femminili si attestano ciascuna su meno di trenta unità. Numeri che raccontano una contrazione complessiva delle forme d’impresa più tradizionali e, allo stesso tempo, una presenza ancora minoritaria ma strategica proprio di quei segmenti su cui si gioca la possibilità di garantire continuità economica, sociale e demografica ai territori dell’Alta Langa.

In questo quadro, “Langa dei Fiori” propone un cambio di prospettiva. Il progetto non lavora sul singolo intervento isolato, ma sulla rete dei centri storici come spazio economico e sociale vivo, puntando su ascolto degli operatori, accompagnamento, formazione e collaborazione strutturata tra pubblico e privato. L’obiettivo è rendere i borghi luoghi nei quali avviare o rafforzare un’attività non sia un atto di resistenza individuale, ma una scelta possibile e sostenuta dal contesto, soprattutto per chi oggi incontra maggiori difficoltà a restare o a tornare a lavorare in montagna.

La denominazione “Langa dei Fiori” nasce anche dalla consapevolezza di una difficoltà identitaria condivisa: pur facendo parte orograficamente della Langa, questi Comuni faticano spesso a riconoscersi sotto l’etichetta di Alta Langa. Da qui l’idea di identificare il territorio attraverso una sua caratteristica concreta e riconoscibile, rappresentata dai fiori e dalla biodiversità. La lavanda di Sale San Giovanni, le rose di Priero, le orchidee di Montezemolo e Camerana nell’area delle Sorgenti del Belbo, insieme alla ricchezza cromatica dei paesaggi agricoli e naturali, diventano così elementi narrativi e identitari capaci di accompagnare il progetto senza forzature e senza rigidità di branding.

Con ‘Langa dei Fiori’ abbiamo voluto aprire un confronto concreto tra Comuni che condividono problemi, caratteristiche e prospettive simili. È un percorso che nasce all’interno di un bando di Fondazione CRC e che non parte da soluzioni preconfezionate, ma da un metodo di lavoro comune, basato sull’ascolto e sulla collaborazione tra Amministrazioni”, spiega il sindaco di Priero Alessandro Ingaria.

L’obiettivo è creare condizioni più solide per fare impresa in montagna, soprattutto per i giovani e per le donne, perché avviare o portare avanti un’attività nei piccoli Comuni non resti una scelta individuale e fragile, ma diventi una possibilità reale, sostenuta dal territorio. Priero, come Comune capofila, ha scelto di assumersi questo ruolo proprio per favorire un lavoro condiviso che possa crescere nel tempo e coinvolgere progressivamente altri soggetti”.

Il tavolo di Priero rappresenta solo il primo livello di lavoro. Il percorso proseguirà con il coinvolgimento di associazioni di categoria, imprenditori e studenti, chiamati a contribuire alla costruzione di azioni concrete, capaci di tradurre le analisi in opportunità reali di lavoro e insediamento, rafforzando il legame tra sviluppo economico e qualità della vita nelle aree interne.

UNO SGUARDO OLTRE: IL PROGETTO MONT.LAB

Accanto a “Langa dei Fiori”, Priero è Comune capofila anche di Mont.Lab, progetto europeo del programma Alcotra di prossima attivazione, rivolto in via prioritaria a giovani tra i 18 e i 35 anni e finalizzato a sostenere l’imprenditorialità in montagna attraverso percorsi di formazione, accompagnamento e sperimentazione sul campo. L’iniziativa – che ha come partner il Comune di Isola, il Centro di Formazione Professionale Cebano Monregalese e l’ente di formazione Petra Patrimonia – coinvolge, sul versante italiano, l’ambito territoriale dei Comuni di Camerana, Castelnuovo di Ceva, Mombarcaro, Monesiglio, Montezemolo, Paroldo, Sale delle Langhe e Sale San Giovanni e, su quello francese, anche Saint-Dalmas-le-Selvage e Saint-Étienne-de-Tinée. 


 

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