Scade il 27 febbraio 2026 il termine per presentare in Regione Piemonte la domanda di aiuto relativa al bando “Risarcimento dei danni causati dalle predazioni da grandi carnivori al patrimonio zootecnico piemontese”, che riguarda gli eventi avvenuti nel periodo dal 1° luglio 2025 al 31 dicembre 2025.
A ricordarlo è Silvio Chionetti, vicedirettore vicario e responsabile provinciale dei Tavoli tecnici e dei Centri di assistenza agricola di Cia Agricoltori italiani di Cuneo, che richiama l’attenzione degli allevatori sull’importanza di muoversi per tempo.
«Il consiglio - sottolinea Chionetti - è di non aspettare gli ultimi giorni: la scadenza del 27 febbraio è vicina e, soprattutto, in caso di richieste complessive superiori alle risorse disponibili, la Regione procederà con l’erogazione degli aiuti seguendo l’ordine cronologico di ricevimento delle domande, fino a esaurimento fondi, questo significa che presentare prima la domanda può fare davvero la differenza».
Il bando consente di richiedere l’indennizzo dei capi predati e anche quello relativo ai danni indiretti, come gli animali feriti e le perdite di produzione, purché riferiti allo stesso periodo compreso tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2025.
«È un’opportunità concreta per le aziende zootecniche colpite – aggiunge Chionetti – ma è fondamentale che la documentazione sia completa e che l’iter sia impostato correttamente, perché il risarcimento viene riconosciuto solo a determinate condizioni».
Tra i requisiti principali, infatti, l’indennizzo è previsto esclusivamente se i dati del verbale di accertamento della predazione risultano registrati sulla piattaforma regionale Arvet. Inoltre, per accedere all’aiuto è necessaria una certificazione del veterinario Asl, o di soggetti con queste funzioni convenzionati, che riporti le matricole dei capi morti, dispersi o feriti a seguito dell’evento predatorio.
«Anche in caso di difficoltà nel sopralluogo, è possibile rendere ricevibile la domanda allegando la prova della richiesta inviata all’Asl tramite mail, Pec o altra documentazione – evidenzia Chionetti –, ma è essenziale non perdere tempo e attivarsi subito dopo l’evento predatorio».
Il bando prevede inoltre che il beneficiario non possa richiedere altre agevolazioni pubbliche per le stesse voci di danno e che gli indennizzi non siano cumulabili con altri risarcimenti, anche di natura assicurativa, relativi al medesimo evento.
«Un altro aspetto da non sottovalutare – conclude Chionetti – è che il valore economico riconosciuto per i capi dipende anche dalle informazioni fornite in fase di accertamento e dalla documentazione allegata, come ad esempio l’iscrizione al Libro Genealogico. In assenza di questi elementi, il capo viene valorizzato con il minimo tabellare previsto. Per questo è importante farsi seguire in modo puntuale, per evitare riduzioni o esclusioni».
Cia Agricoltori italiani di Cuneo, tramite i propri Centri di assistenza agricola, è a disposizione per supportare gli allevatori nella predisposizione e presentazione delle domande, affinché nessuna azienda colpita resti esclusa per errori formali o per presentazioni tardive.














