Il Piemonte si colloca oggi tra le regioni più avanzate in Italia nello sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili, non solo per numero di esperienze attive ma soprattutto per la loro dimensione e capacità di coinvolgimento dei territori. Secondo i dati presentati nel corso dell’incontro “Comunità energetiche. Prime esperienze cooperative”, promosso da Confcooperative Piemonte e dalla sua federazione regionale Consumo e Utenza, il Piemonte ospita 288 Comunità Energetiche Rinnovabili, pari a circa il 16% del totale nazionale, concentrando però quasi il 28% della potenza complessivamente installata in Italia e oltre il 30% dei consumatori coinvolti.
Numeri che restituiscono un dato chiaro: in Piemonte le CER non sono soltanto numerose, ma già strutturate e in grado di incidere concretamente sul sistema energetico regionale. Un quadro che rafforza il ruolo della cooperazione come soggetto capace di accompagnare la transizione energetica con modelli organizzativi solidi e radicati nei territori.
Ad aprire i lavori è stato il presidente nazionale di Confcooperative Consumo e Utenza, Roberto Savini, che ha inquadrato lo sviluppo delle comunità energetiche come un’evoluzione coerente con la storia del movimento cooperativo. “La cooperazione si occupa di energia da molto tempo, perché è un ambito che attraversa settori diversi e riguarda direttamente le comunità”, ha sottolineato Savini, ricordando come esistano cooperative energetiche con oltre cento anni di storia, espressione di una visione intergenerazionale e di lungo periodo.
Un approccio che appare particolarmente rilevante alla luce delle sfide poste dalle CER, che richiedono investimenti iniziali significativi, capacità di pianificazione e una governance stabile. Elementi che, come emerso dal confronto, rendono il modello cooperativo particolarmente adatto a sostenere comunità energetiche non episodiche, ma durature.
Su questo aspetto si è soffermato anche Roberto Forelli, presidente di Confcooperative Consumo e Utenza Piemonte, che ha richiamato il ruolo delle cooperative come presìdi territoriali e infrastrutture sociali. “Le cooperative rappresentano da sempre un punto di riferimento per le comunità locali”, ha spiegato Forelli, evidenziando come una cooperativa energetica possa oggi diventare “uno strumento concreto per affrontare, con gradualità e responsabilità, anche il tema della povertà energetica”, all’interno però di progetti economicamente sostenibili e ben strutturati.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre approfondito il quadro normativo e istituzionale, con il contributo del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e della Regione Piemonte, che hanno illustrato le misure di sostegno e il lavoro di coordinamento attivato a livello regionale. Un contesto che ha favorito, negli ultimi anni, una forte crescita delle CER e un’elevata partecipazione ai bandi nazionali e regionali.














