Allo scoccare delle 18 il dibattito sugli ordini del giorno di solidarietà alle forze dell'ordine ferite durante il corteo di Askatasuna si interrompe a metà. Una scena surreale, con dieci interventi ancora nella scaletta del Consiglio Regionale ed una parte dei gruppi politici che non ha ancora preso la parola.
Lo stallo
La seduta era infatti convocata fino alle 6 del pomeriggio e dei disordini si è iniziato a parlare solo verso le 16.45, dopo l'approvazione del documento in cui la Regione stanzia un milione per i 52 Comuni del Canavese coinvolti nel fallimento di Asa. Dopo un quarto d'ora di stop, minoranza e maggioranza hanno deciso di proseguire il dibattito.
Manifesti sventolati in aula
Il dibattito si era già aperta con una protesta di Fratelli d'Italia. I consiglieri hanno hanno sventolato un manifesto con il viso degli esponenti europei e nazionali di AVS Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni, Ilaria Cucchi e Marco Grimaldi. Sopra la scritta: "Ripetilo insieme a noi, Askatasuna è un centro sociale abusivo e violento".
Complessivamente sono quattro gli ordini del giorno presentati di condanne alle violenze, che vedono divisi sia maggioranza che minoranza. FdI ha scelto di depositare un suo documento, così come la Lega, il M5S ed infine in modo unitario Pd, AVS e Stati Uniti d'Europa. Ed il dibattito è stata segnato da momenti di tensione.
Attacco ad AVS
Il capogruppo di Fratelli d'Italia Carlo Riva Vercellotti ha attaccato in modo netto Alleanza Verdi Sinistra, che sabato ha scelto di partecipare al corteo: "Le violenze non sono frutto del caso, ma un epilogo naturale annunciato di una storia che tutti conoscevano e in troppi hanno scelto di tollerare. Siamo di fronte ad azioni criminali, che hanno messo a rischio la vita delle persone: Aska è un gruppo strutturato, che da anni pratica violenza ed illegalità".
"Qui si innesta - ha proseguito - la responsabilità politica, che non può essere elusa, cioè quella di AVS. La loro presenza in piazza è irresponsabile: la presenza di politici ha dato agibilità politica ad un corteo, nato con presupposti preoccupanti. Chi sceglie di stare in quella piazza si assume la responsabilità politica piena: mi disgusta vedere rappresentanti politici camminare fianco a fianco con i violenti. Con Aska non ci può essere nessuna interlocuzione".
Va all'attacco anche di Alleanza Verdi Sinistra il capogruppo della Lega Fabrizio Ricca: "Non siete qui per i piemontesi: finché restate in questa zona grigia, siete più vicini agli antagonisti".
"Torino - ha detto il capogruppo della civica Silvio Magliano - ha bisogno di luoghi sociali come Askatasuna? Forse sarebbe opportuno dare a Vanchiglia un centro di aggregazione per anziani o una scuola professionale".

M5S contro Piantedosi
Nella replica il M5S Sarah Disabato ha scelto la linea dura. I pentastellati hanno presentato anche un documento in cui si chiedono le dimissioni del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, "copiato" da quello dell'allora parlamentare Giorgia Meloni che invocava un passo indietro del ministro Lamorgese per l'assalto alla CGIL del 2021.
"Quando governano gli altri - ha detto a voce alta in aula Disabato, all'indirizzo dei meloniani- chiedete le dimissioni. Sugli scontri la responsabilità ha un nome e cognome: si chiama Matteo Piantedosi. Fate schifo vergognatevi, pagliacci".
Dopo aver manifestato solidarietà alle forze dell'ordine, la consigliera regionale del PD Nadia Conticelli ha detto: "Se si fa appello all'unità delle forze democratiche contro la violenza, non si fanno le liste di proscrizione con le facce dei colleghi perché è istigazione alla violenza, forse per coprire le responsabilità del governo davanti alla gestione dell'ordine pubblico".
Un chiaro riferimento ai cartelli esposti da FdI e anche alla trasmissione di Bruno Vespa, dove sono stati messi alla "gogna" gli esponenti di AVS Marco Grimaldi, Alice Ravinale e Sara Diena.
A rispondere poi alle critiche la capogruppo regionale Alice Ravinale: "La nostra non è mai stata una difesa di Askatasuna, ma degli spazi e dell'attività democratica. L' agibilità politica al corteo non la dava la nostra presenza, ma quella delle 50mila persone scese in strada per gli spazi sociali. Eravamo in piazza - ha aggiunto - anche con funzioni di garanzia: se il corteo avesse deviato per intero in corso Regina, oggi avremmo assistito ad altre scene".
"Tutto quello che è stato fatto in questi anni - ha aggiunto - è stato fatto per abbassare la tensione: il progetto su Askatasuna come bene comune ne riconosceva il valore sociale, per fare capire che c'era un posto per tutti. Il muro contro muro è un errore. Quel patto è saltato anche per norme approvate in quest'aula".
E per la capogruppo di AVS lo sgombero dell'ex centro sociale è stato "fatto per alzare il livello di tensione: è il terreno che veniva preparato". E sul poliziotto accerchiato e picchiato, ha aggiunto: "sono immagini aberranti: abbiamo espresso condanna". Ravinale ha poi denunciato di aver ricevuto diverse minacce dopo l'esposizione del suo viso e nome cognome, insieme a quello dei colleghi, da parte di Vespa e Piantedosi.
"La conseguenza di aver messo la mia faccia - ha concluso la capogruppo - è di aver ricevuto ad esempio una mail con scritto: "come mi piacerebbe incontrarti per strada, con tua figlia, per quello che è stato fatto al poliziotto". Certi modi di additare al nemico portano a questo".
Gancia della Lega al corteo
Ad intervenire poi la consigliera della Lega Gianna Gancia che, tra i mormorii e lo stupore dei colleghi, ha annunciato di aver preso parte al corteo a sostegno di Askatasuna. "Ero lì per osservare, non per protestare. Ho voluto esserci perché sapevo che sarebbe stato un momento importante per Torino e Piemonte. Sabato ho deciso di partecipare come privata cittadina, per farmi un'idea. Condanno la violenza e chi la strumentalizza per fare delle foto, sia da una parte che dell'altra".













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