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Politica | 03 gennaio 2026, 11:29

Scomparsa del senatore Carlotto, il ricordo dell’assessore Gallo: “Un padre della politica per la montagna, visione ancora attuale”

"Figura lungimirante che ha saputo dare voce e dignità politica ai territori alpini e appenninici"

Marco Gallo

Marco Gallo

«Con la scomparsa del senatore Natale Carlotto perdiamo una figura centrale della storia istituzionale della montagna italiana, figura lungimirante che ha saputo dare voce e dignità politica ai territori alpini e appenninici».

Così l’assessore regionale allo Sviluppo e Promozione della Montagna, Marco Gallo, ricorda l’impegno e l’eredità politica del parlamentare, considerato il principale artefice della legge n. 97 del 1994, l’ultima legge organica della Repubblica dedicata alla montagna.

Approvata il 31 gennaio 1994, la legge 97 rappresentò un passaggio storico: una norma costruita ascoltando i territori, frutto di anni di confronto con amministratori, comunità e realtà locali, che muoveva direttamente dall’articolo 44 della Costituzione. Una legge “iconica”, rimasta in parte inattuata, ma ancora oggi straordinariamente attuale per visione e contenuti.

«Carlotto – sottolinea Gallo – seppe interpretare la montagna non come spazio marginale o da musealizzare, ma come territorio abitato, produttivo, vivo. La sua legge metteva al centro le comunità, il lavoro, l’agricoltura e le foreste, anticipando temi che oggi sono al cuore del dibattito pubblico: dall’autoproduzione di energia alle dinamiche comunitarie, dalla gestione attiva del territorio alla tutela ambientale intesa come equilibrio tra uomo e natura».

La legge 97/1994 conteneva strumenti innovativi: il Fondo per la montagna, norme per contrastare frammentazione e abbandono, sostegno alle imprese e al commercio, incentivi al reinsediamento, attenzione a scuola e trasporti, fino alle pluriattività agricole che hanno consentito a molte aziende di restare sui versanti e nei paesi. Una visione che ha anticipato modelli oggi riconosciuti come fondamentali per lo sviluppo sostenibile delle aree interne.

«Carlotto è stato un testimone autorevole di una politica capace di guardare lontano – conclude l’assessore –. Il modo migliore per onorarne la memoria è tornare a dare piena attuazione a quella visione, rimettendo la montagna al centro delle politiche pubbliche, non per nostalgia, ma per il futuro del Paese».

cs

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