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Attualità | 03 gennaio 2026, 10:27

Bra, luci, tradizione e magia natalizia: il presepe della famiglia Fissore piace a tutti [FOTO]

Mestieri antichi e scene quotidiane ricostruiscono un mondo fatto di lavoro e comunità. Visitabile fino all’11 gennaio

In foto Silvio Fissore e il presepe di famiglia, visitabile gratuitamente a Bra

In foto Silvio Fissore e il presepe di famiglia, visitabile gratuitamente a Bra

Anche nel 2025 a Bra Gesù nasce in via Pollenzo al civico 55 e per visitare il presepe della famiglia Fissore arrivano da tutte le parti.

La 19ª edizione dello spettacolare allestimento è diventata ormai una tappa obbligata, dove la creatività si fonde con lo spirito natalizio. Una perfetta riproduzione dell’ambiente braidese, realizzato da mani abili e pazienti, utilizzando manufatti e materiali naturali, con un’attenzione speciale alla storia.

«Grazie al prezioso lavoro dell’intera famiglia - spiega Silvio Fissore - siamo riusciti ad allestire il nostro presepe che con le sue rinnovate ambientazioni ci trasporta nel lavoro e nella vita della tradizione braidese. Visitarlo rappresenta un tuffo nel passato, nei ricordi ormai lontani che portano a galla emozioni di infanzie gioiose e duro lavoro».

Quello di Silvio Fissore è un presepe diverso da tutti gli altri: dal 2007 viene allestito nella bottega di casa e cresce ogni anno di più, come fosse una pianta che si alimenta, grazie alla passione di una famiglia intera.

É anche e soprattutto un lavoro di fino e un’occhiata più approfondita ci fa imbattere nei dettagli più svariati. Attorno alla grotta c’è un mondo fatto di muschio, sabbia, palazzi, illuminati e gente del popolo; si può passare davanti al panettiere, accanto alla chiesa o ci si può fermare ad ammirare la Zizzola o il castello di Pollenzo, alle spalle delle montagne innevate. Non mancano poi il contadino, il verduriere, il fabbro o il pastore, intenti a svolgere le loro mansioni quotidiane.

E proprio un pastore in particolare è uno dei personaggi immancabili nel presepe della famiglia Fissore, che in questo caso si è ispirata ai presepi catalani. Si tratta del Caganer, immortalato nell’atto normalissimo del defecare. In Catalogna era già radicata da secoli nella tradizione popolare la figura del Caga Tiò, un ceppo di legno che le famiglie prendevano nel giorno dell’Immacolata Concezione (e proprio l’8 dicembre è il giorno in cui si fa il presepe) per tenerlo poi in casa, dove veniva nutrito con dolci e frutta secca fino al giorno di Natale, quando veniva finalmente chiamato a cagar regali e sorprese per i bambini.

«Da parte nostra c’è una ricerca meticolosa e cura dei dettagli, con alcune statue e particolari che sono stati importati persino da Oltralpe, come le boccette dei profumi in miniatura, che arrivano da Grasse, città francese famosa nel mondo per le sue colture floreali».

Silvio considera incredibile il clamore che genera un numero così significativo di visite, proprio perché il progetto nasce come una semplice passione di famiglia. Ma quello che i nostri protagonisti hanno realizzato è molto più che un semplice presepe: è un’opera apprezzata collettivamente e tappa ormai abituale nel periodo natalizio.

«Questa cosa nasce per noi come una tradizione familiare e poi si è aperta a tutti. Non chiediamo soldi e non accettiamo offerte. L’unica cosa che abbiamo piacere di ricevere sono auguri o pensieri che i visitatori possono scrivere su un quaderno che abbiamo messo a loro disposizione».

Ci è voluto oltre un mese di lavoro, ma la rappresentazione attuale è pronta ad incantare il popolo degli appassionati, che ancora mancano all’appello. I numeri: oltre 50 statue colorate, 72 movimenti, 420 personaggi, frutto di un minuzioso censimento, anche ad opera dei bambini di passaggio, sempre omaggiati di un piccolo ricordo del presepe.

Copre 25 metri quadrati e chiunque è invitato a visitarlo per farsi raccontare un pezzetto di storia, immersi in un’ambientazione magica. Basta suonare il campanello di casa!

Silvia Gullino

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