Lunedì 30 giugno l’Associazione Commercianti Albesi terrà la sua annuale assemblea. Un appuntamento speciale, per l’associazione di categoria, che nel 2025 festeggia i primi 80 anni della sua intensa storia. Ne abbiamo parlato con Giuliano Viglione, alla guida del sodalizio langarolo e recentemente confermato al timone anche di Confcommercio Piemonte, oltre tra i componenti della Giunta confederale dell’associazione. Nell’appuntamento previsto a Tenuta Fontanafredda il presidente illustrerà gli importanti risultati ottenuti da un’organizzazione che nel 2024 è arrivata a contare 2.781 soci, erogando servizi erogati a favore di oltre mille aziende, a sbrigando 5.400 pratiche Enasarco, organizzando 251 corsi nel settore formazione e dispensando 46mila prestazioni sanitarie tramite il Poliambulatorio San Paolo.
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Presidente Viglione, l’assemblea annuale cade in un anno particolarmente simbolico per l’ACA: ottant’anni di storia. Che significato ha per lei questo traguardo, oggi, nel contesto attuale dell’economia e dell’associazionismo?
"Celebrare ottant’anni di storia associativa è, prima di tutto, un atto di riconoscimento verso chi ha costruito, passo dopo passo, una realtà solida, rappresentativa e credibile. L’Associazione Commercianti Albesi ha attraversato cambiamenti storici, mantenendo però costante l’obiettivo: essere al fianco degli imprenditori. Oggi più che mai, questo traguardo assume un valore ancora più forte, perché avviene in un contesto economico e sociale che richiede coesione, visione e strumenti adeguati ad affrontare le sfide che già ora si presentano alle nostre porte. L’associazionismo moderno deve saper evolvere, ma senza perdere di vista il proprio DNA: ascolto, servizio, rappresentanza".
L’ACA è nata nel 1945, in piena ricostruzione postbellica. Oggi, a distanza di ottant’anni, si trova ad affrontare nuove sfide legate all’intelligenza artificiale, alla transizione digitale e alla sostenibilità. Come state accompagnando le imprese associate in questa trasformazione?
"La nostra associazione ha sempre affiancato gli imprenditori con servizi concreti, pensati per alleggerire il carico gestionale e permettere loro di concentrarsi sul proprio business. Oggi, di fronte a sfide nuove come l’intelligenza artificiale, la digitalizzazione e la sostenibilità, abbiamo intensificato l’offerta formativa e consulenziale: corsi, sportelli dedicati, accompagnamento ai bandi, assistenza in materia ambientale ed energetica. Nella nostra sede di piazza San Paolo è attivo lo sportello EDI, il Digital Innovation Hub di Confcommercio, che aiuta le imprese nella digitalizzazione, offrendo servizi innovativi. Per quanto riguarda la sostenibilità, Confcommercio ha ideato “ImprendiGreen”, un premio riconosciuto alle imprese che adottano comportamenti virtuosi per l'ambiente. Ad aprile scorso, invece, abbiamo organizzato il primo degli eventi dedicati agli ottant’anni dell’Associazione: un convegno dedicato all’Intelligenza Artificiale, con la partecipazione del professor Stefano Epifani, presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale, che ha fornito una panoramica approfondita sull’IA, sui suoi limiti e vantaggi, con uno sguardo al mondo del commercio".
L’assemblea del 30 giugno sarà anche l’occasione per discutere del futuro della rappresentanza e del ruolo sociale dell’associazione. In che direzione si sta muovendo l’ACA per restare centrale nella vita delle imprese e del territorio?
"ACA sta proseguendo nel proprio impegno per essere un attore del cambiamento e un presidio civico, come dimostrato con le innumerevoli battaglie condotte negli anni. Occorre potenziare i servizi, rafforzare la rappresentanza istituzionale e costruire reti territoriali sempre più dinamiche. Ma vogliamo valorizzare anche la dimensione sociale: il commercio è presidio di comunità, relazione e qualità della vita nei nostri centri urbani e nei paesi. Per questo ogni giorno combattiamo la desertificazione commerciale. Restare centrali significa agire con responsabilità, ma anche con visione, mantenendo forte il legame con le esigenze reali degli imprenditori".
In occasione dell’anniversario avete presentato un logo celebrativo e programmato eventi. Quale messaggio volete trasmettere con questi momenti e quale tipo di partecipazione vi aspettate?
"Abbiamo voluto dare un segnale chiaro: il nostro è un anniversario importante e vivo. Il logo e gli eventi sono pensati per coinvolgere e condividere con la comunità il racconto di chi siamo diventati e, soprattutto, di dove vogliamo andare. La storia dell'ACA è parte della storia di Alba e del suo sviluppo economico e sociale: dare pubblicità alle celebrazioni è un modo per rinsaldare il nostro legame con il territorio".
Dal 2011 l’ACA aderisce direttamente a Confcommercio nazionale. Come si coniuga la vostra identità locale con il dialogo a livello regionale e nazionale? Quali priorità intendete portare avanti in questi ambiti più ampi?
"La nostra identità locale è la nostra forza. Fortunatamente, nell’ambito del sistema Confcommercio, esiste un proficuo scambio quotidiano tra le diverse realtà territoriali, che prepara e arricchisce i successivi momenti di confronto sovraordinati. In questo senso, non esistono tematiche che non siano già in qualche modo affrontate sui territori. Il fatto stesso che all’area albese siano stati riconosciuti ruoli di rappresentanza, come quelli che mi onoro di ricoprire, è un segnale preciso: le istanze sono costantemente portate all’attenzione regionale, interregionale e nazionale. La nostra priorità è chiara: garantire che il valore economico e sociale delle piccole e medie imprese – che costituiscono l’ossatura produttiva del Paese – sia riconosciuto, sostenuto e tutelato in ogni sede decisionale".












