/ Eventi

Eventi | 05 marzo 2026, 18:30

Referendum sulla separazione delle carriere: Enrico Costa incontra i cittadini a Cuneo e Canale

Il vicepresidente della Commissione Giustizia illustra i tre pilastri della riforma costituzionale in vista del voto del 22 e 23 marzo. "Basta al correntismo, il cittadino ha diritto a un giudice terzo e imparziale"

Enrico Costa con Franco Graglia e i Giovani Garantisti per il Sì

Enrico Costa con Franco Graglia e i Giovani Garantisti per il Sì

Enrico Costa, vicepresidente della Commissione Giustizia, lo scorso 27 febbraio ha incontrato la cittadinanza a Cuneo e a Canale in vista della votazione referendaria sulla separazione delle carriere. L'incontro, promosso dal Comitato Nazionale Cittadini per il Sì, ha visto la partecipazione degli avvocati Dora Bissoni, Alessandro Ferrero e Antonio Francesco Morone, di Franco Graglia, vicepresidente del Consiglio Regionale del Piemonte, e di Gian Pietro Pepino, sindaco di Entracque e coordinatore del Comitato provinciale per il Sì.

[Da sinistra: Dora Bissoni, Enrico Costa, Franco Graglia, Gian Pietro Pepino]

L'esponente azzurro ha illustrato i tre pilastri della legge costituzionale sulla quale i cittadini saranno chiamati ad esprimersi il 22 e 23 marzo 2026. Il primo riguarda la separazione delle carriere tra PM e giudici, oggi appartenenti alla medesima famiglia professionale: percorsi distinti garantirebbero la terzietà del giudice rispetto ad accusa e difesa, a tutela del cittadino indagato. Le principali democrazie europee hanno già adottato questo modello.

[Alessandro Ferrero]

Il secondo punto prevede la creazione di due CSM autonomi, uno per i PM e uno per i giudici, con membri nominati tramite sorteggio anziché attraverso le correnti. "Le correnti scelgono, le correnti proteggono, le correnti tutelano e condizionano le valutazioni di professionalità", ha spiegato Costa. "È ora di dire basta al correntismo".

[Enrico Costa]

Il terzo pilastro è la nascita dell'Alta Corte Disciplinare, organo indipendente con funzioni disciplinari: il magistrato che sbaglia deve rispondere dei propri errori. I numeri parlano chiaro: tra il 2017 e il 2024, 5933 innocenti hanno subito ingiusta detenzione, ma solo 9 sono state le condanne disciplinari verso i magistrati responsabili.

"Ormai le persone tendono a disinteressarsi dei temi legati alla giustizia, perché essa è sempre stata poco credibile, per una grande responsabilità della politica, perché quest'ultima ha sempre cercato di stiracchiare la giustizia a suo uso e consumo: bisogna agire per invertire la rotta", ha dichiarato l'onorevole Costa. "Io ho cercato di dare degli elementi specifici e penso che il cittadino abbia diritto di essere valutato dal magistrato che è più bravo e non dal magistrato che è lì solo perché ha una tessera di corrente in tasca. Questo è lo spirito della riforma. Io penso che agiamo in coerenza assoluta rispetto alle norme costituzionali".

cs

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MARZO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium