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Cronaca | 29 marzo 2024, 07:01

Dai 6mila euro spesi al ristorante al trattore del Comune tenuto a casa, l'ex sindaco Maiolo si difende: "Agivo in buona fede per dare un servizio al paese"

Al processo nato dagli accertamenti della Guardia di Finanza le dichiarazioni del 75enne agricoltore, per quindici anni sindaco di Santo Stefano Roero

L'operazione della Guardia di Finanza portò anche al sequestro dell'edificio che ospita le scuole del paese

L'operazione della Guardia di Finanza portò anche al sequestro dell'edificio che ospita le scuole del paese

"Sono stato sindaco del Comune di Santo Stefano Roero senza interruzioni dal 2004 al 2019 e mi sono sempre impegnato in maniera particolare per i lavori pubblici del Comune, ad esclusivo beneficio della comunità".

Con queste parole Renato Maiolo, 75enne agricoltore in pensione, amministratore comunale di lungo corso prima di venire indagato e poi rinviato a giudizio per le presunte malversazioni commesse nei tre lustri vissuti alla guida del piccolo municipio del Roero, ha esordito nelle dichiarazioni spontanee che sono state il piatto forte dell’udienza processuale tenuta lo scorso lunedì 25 marzo di fronte al collegio del tribunale di Asti presieduto dal giudice Alberto Giannone

Il procedimento è quello nato dall’inchiesta denominata "Feudo", con la quale, sulla base delle indagini condotte dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Cuneo, la Procura della Repubblica di Asti è arrivata a contestare all’amministratore e ad altri cinque soggetti una gestione non corretta della cosa pubblica, al fine di trarne personali vantaggi. 

Con Maiolo sono imputati a vario titolo anche l’ex segretaria comunale Anna Di Napoli, la funzionaria responsabile del servizio finanziario del Comune Federica Borello e tre consulenti: il geometra albese Giovanni Careglio e gli architetti Cinzia Gotta e Marco Musso

Insieme ad alcuni altri amministratori e consulenti, Maiolo, Di Napoli, Borello e Gotta sono coinvolti anche nel procedimento nato dall’indagine Feudo Due, che con Santo Stefano Roero ha interessato anche le amministrazioni di Vezza d’Alba e Montaldo Roero, insieme all’Unione di Comuni di cui i tre centri facevano parte, mentre l’ex sindaco è imputato anche in un terzo processo, chiamato a rispondere di presunti maltrattamenti nei confronti della responsabile dell’ufficio tecnico comunale. 

Nel lungo intervento che ha seguito l’interrogatorio dell’architetto Musso (la prossima udienza, il 22 aprile, prevede quelli della dottoressa Anna Di Napoli e del geometra Careglio), Mariolo ha passato in rassegna le diverse contestazioni rivoltegli dal pubblico ministero Davide Lucignani elencando da parte sua "i moltissimi lavori che hanno letteralmente cambiato il volto del paese: dalle scuole agli interventi di prevenzione del rischio idrogeologico a difesa dell’abitato e del sito scolastico, alla sistemazione di tutto il centro storico, dalle fognature agli acquedotti alla messa in sicurezza delle strade, all’area camper, agli impianti sportivi". 

Maiolo ha così richiamato quelli che ha inteso presentare come meriti relativamente alla realizzazione delle scuole, della palestra e dell’ampliamento dell’impianto sportivo polivalente. Interventi per i quali ha fatto presente di aver stimolato i suoi uffici nel partecipare e aggiudicarsi bandi di finanziamento e di aver lavorato personalmente per reperire i finanziamenti mancanti presso fondazioni bancarie. 

Al contempo ha respinto le accuse riguardanti atteggiamenti coi quali si sarebbe avvantaggiato della sua posizione per trarne personali vantaggi anche di piccolo conto, come l’indebito utilizzo di un motosega di proprietà del Comune: "Doveva sostituire quello di mia proprietà, che usavo per interventi urgenti di protezione civile (…). L’ho portato a casa mia perché accadeva sovente che qualche cittadino mi contattasse per segnalare alberi caduti dopo un temporale (…)". 

Discorso analogo per il mezzo agricolo di proprietà comunale parcheggiato a casa sua: "Quando avevo due o tre ore di tempo facevo il lavoro di trinciatura dell’erba sulle strade senza perdere tempo ad andare a prendere il trattore nel magazzino comunale, distante da casa mia. Per questo lavoro consumavo anche 1.400 litri del mio gasolio (…)". 

I conti dei ristoranti contestati riguardavano in un caso la festa degli anziani 2019 (6mila euro), festa che avveniva da anni: "La somma pagata con conto corrente è inferiore a quella della deliberazione perché io regalavo il vino da servire agli invitati e le confezioni regalo per premiare quelli più anziani". 

"Ho dedicato anni di impegno al mio paese, anni in cui mi sono speso senza riserve con soddisfazione, ma senza alcun tornaconto personale, men che meno economico – ha quindi spiegato Maiolo –. Non ho mai approfittato del mio ruolo e soprattutto non ho mai sottratto nulla al mio Comune. Anzi, pagavo di tasca mia le rette per il trasporto scolastico e i buoni pasti per i bambini che non potevano lasciando o a una dipendente comunale  o in cassaforte dei soldi, a volte anche migliaia di euro, per compensare gli eventuali mancati incassi di tali utenti". 

"Io ho la quinta elementare, non ho alcuna competenza specifica in procedura amministrative o contabilità pubblica. Valuterà il Tribunale se ho sbagliato; io posso dire di avere sempre agito in buona fede e con l’unico fine di dare un servizio al mio paese".  

Ragioni sottolineate dall’avvocato Roberto Ponzio, difensore dell’uomo insieme al collega astigiano Pierpaolo Berardi: "Le dichiarazioni dell'ex sindaco Maiolo sono anche comprovate da evidenze processuali. Nei quindici anni in cui è stato sindaco ha cambiato il comune di Santo Stefano Roero dotandolo di infrastrutture, impianti e scuole. Non ci sono stati tornaconti personali né tantomeno sottrazioni. Confido possano convincere il tribunale o il collegio sull’onestà e la trasparenza del suo operato".

[L'ex sindaco Renato Maiolo]

Ezio Massucco

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