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Attualità | 14 giugno 2023, 18:06

Tangenziale di Alba: le richieste dei Comuni in vista dalla valutazione di impatto ambientale

Il futuro adeguamento della superstrada sul tavolo del Comitato di Supporto all’At-Cn. Tra le osservazioni la richiesta di insonorizzazioni e alberate verso Roddi e al Mogliasso. Un varco "free flow" sulla strada per l’ospedale per consentirvi l’accesso senza pedaggio

Ventidue mesi, la previsione dei lavori per l'adeguamento della tangenziale di Alba

Ventidue mesi, la previsione dei lavori per l'adeguamento della tangenziale di Alba

In attesa degli ultimi passaggi formali prima che le ruspe di Itinera possano mettersi all’opera sul tracciato del lotto II.6A tra Verduno e Cherasco, completando così l’asta tra i due capoluoghi di provincia, il Comitato di Supporto dell’Asti-Cuneo attivo in Regione col coinvolgimento degli enti locali interessati dall’opera e della concessionaria è tornato a riunirsi lunedì scorso a Torino.

Principale punto all’esame del tavolo presieduto dall’assessore regionale Marco Gabusi, la prossima e ultima fase del completamento autostradale nel suo tratto langarolo, ovvero quella riguardante l’adeguamento della tangenziale di Alba.

Un tema non secondario, quello dell’intervento già previsto a carico della società Asti Cuneo Spa e che dovrà contemplare l’incorporazione nell’autostrada dell’infrastruttura risalente ai primi Anni Ottanta, ora proprietà della Provincia ma destinata a diventare parte dell’A33.

Una transizione non indolore, nelle previsioni, a partire dal fatto che, già in tempi non sospetti, la concessionaria aveva avanzato per la sua realizzazione l’ipotesi di lavori che avrebbero parzialmente occupato l’arteria per un lasso di tempo di 22 mesi, provocando quindi inevitabili disagi a quello che rappresenta il principale collegamento veloce a servizio della città.

L’intervento è ora alla fase della Valutazione di Impatto Ambientale, adempimento in vista del quale,  i comuni interessati dall’opera – a partire da quello di Alba – hanno raccolto le proprie osservazioni in un documento inviato all’attenzione del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, documento che proprio lunedì è stato discusso dal tavolo riunito in Regione.

Nelle sue 24 pagine alcune nuove istanze e altre che erano già entrate nel confronto aperto da tempo con la concessionaria. Tra queste ultime il nodo del pedaggio, o meglio la richiesta che l’attuale percorso della tangenziale rimanga gratuito quantomeno per la viabilità locale.

Il sistema individuato dalla concessionaria è come noto quello del "free flow", dei varchi elettronici con la lettura automatica delle targhe, uno dei quali è peraltro in via di posa a monte della barriera di pagamento di Govone, destinata a venire rimossa.

Tra le novità in proposito, l’intenzione della concessionaria di installare una porta anche negli ultimi metri della strada che conduce all’ospedale di Verduno, al di fuori del tracciato autostradale quindi, così da rendere realizzabile nella pratica il proposito di rendere gratuita la percorrenza di quest’ultimo per il traffico locale diretto al "Ferrero".

Tra le nuove richieste arrivate dal territorio, quella di prevedere lungo il tracciato dell’odierna tangenziale, alcune opere di mitigazione ambientale e barriere di insonorizzazione in particolare nelle zone del Mogliasso e verso Roddi, a protezione di alcuni insediamenti residenziali preesistenti a poche decine di metri di distanza, in ragione dei volumi di traffico attesi lungo l’asta, ben maggiori di quelli registrati quando la 'quattro corsie' venne realizzata.

Meglio ancora, hanno suggerito gli amministratori locali presenti all’incontro, "se sarà possibile realizzare quelle mitigazioni tramite alberate, visto anche che una grande parte dell’autostrada è compresa nella 'core zone' Unesco", come spiega l’assessore albese ai Lavori Pubblici Massimo Reggio, tra gli amministratori del territorio che hanno seguito più da vicino l’iter di completamento dell’opera.   

Altro tema ricordato da Provincia – presente invece col consigliere delegato Massimo Antoniotti – e Comuni, quello del reliquato stradale ancora presente al confine tra i territori di Guarene e Castagnito, là dove la tangenziale terminava nel suo disegno originario, prima che quel tratto venisse abbandonato con la realizzazione da parte di Anas della complanare che da anni sbocca lungo la provinciale tra Baraccone e Neive. L’esigenza è ovviamente quella di "rinaturalizzare" quell’area dismessa da anni in mezzo alle campagne tra Baraccone e Vaccheria.

Non è parte integrante del documento, ma è ricorso fra i temi di aggiornamento tra enti locali e concessionaria la possibilità che il tracciato dell’odierna tangenziale rimanga percorribile da parte dei mezzi agricoli, che altrimenti andrebbero a ingolfare una viabilità locale già sofferente in diversi punti. L’ipotesi più accreditata in questo senso riguarda la qualificazione della tratta, che formalmente non diverrebbe autostrada, ma strada a scorrimento veloce, analogamente a quanto avviene per le tangenziale metropolitane, così da conciliarne l’utilizzo da parte dei trattori alle previsioni del Codice della Strada.

Ezio Massucco

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