Nel 2025 il valore delle esportazioni cuneesi di merci si è attestato a 10.980 milioni di euro, registrando una flessione dell’1,4% rispetto al 2024, anno in cui le vendite oltre confine di merci avevano fatto segnare il dato migliore di sempre superando gli 11,1 miliardi di euro. Il dato risulta in controtendenza con quello regionale e nazionale che, rispettivamente, hanno evidenziato trend positivi pari a +2,7% e +3,3%. L’aumento delle esportazioni a livello nazionale deriva da una tendenza positiva riscontrata nelle varie ripartizioni territoriali (Centro +13,2%; Nord-est +2,0%; Nord-ovest +2,3%; Sud +3,2%) ad eccezione dell’Italia insulare che ha subito una contrazione dell’11%.
L’export provinciale rappresenta il 17,8% delle vendite all’estero regionali e l’1,7% di quelle nazionali.
La flessione dell’export provinciale deriva da andamenti altalenanti dei singoli trimestri del 2025 che, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mostrano dinamiche positive nel primo e nel terzo trimestre (+0,1% e +0,7%) e negative nel secondo e nel quarto (-5,2% e -1,2%).
Le importazioni cuneesi hanno superato i 6,3 miliardi di euro, in aumento del 15% rispetto all’anno precedente (Piemonte +5,0% e Italia +3,2%).
Il saldo della bilancia commerciale per la provincia di Cuneo, è pari a 4,6 miliardi di euro in forte flessione rispetto al 2024 (-17,4%) quando raggiunse la cifra record di i 5,6 miliardi di euro.
"La serie storica riferita al periodo che va dal 2020 al 2025 fotografa una crescita continua delle esportazioni frenata soltanto dal rallentamento dello scorso anno - afferma il Presidente Luca Crosetto. Nel corso di questi anni il nostro sistema imprenditoriale ha dimostrato di saper affrontare con successo le mutevoli esigenze dei mercati internazionali, facendo crescere del 39,2%, compresa la componente inflattiva, il valore delle esportazioni che sono passate da 7,89 a 10,98 miliardi di euro."
“Il 2025 si chiude per Cuneo con un export di quasi 11 miliardi di euro: un lieve arretramento dell'1,4% che, pur in controtendenza rispetto a Italia e Piemonte, evidenzia una tenuta nel secondo semestre - sottolinea il Presidente della Camera di commercio di Cuneo Luca Crosetto. Il dato positivo arriva dalla voce agroalimentare e bevande, che tocca il record storico di 4,6 miliardi di euro (+7,5%), a fronte delle difficoltà del settore meccanico e degli articoli in gomma. Sebbene il contesto geopolitico freni destinazioni storiche come Cina e USA, l'ascesa impetuosa della Polonia e la tenuta del mercato europeo indicano che il nostro tessuto produttivo è vivo e pronto a riagganciare la crescita nazionale nel 2026. Il nostro impegno come Camera di Commercio sarà sostenere le imprese nel diversificare le rotte commerciali, puntando su quei mercati emergenti che oggi mostrano segnali incoraggianti."
Il comparto manifatturiero, che spiega il 95,3% dell’export cuneese, registra un calo del 2,5%; i prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca, con una quota del 4,1%, registrano una crescita del 26,9%, mentre quelli dell’estrazione di minerali da cave e miniere con una quota dello 0,1% riportano un -14,9%.
Analizzando nel dettaglio la manifattura cuneese emerge come la filiera dell’industria alimentare, che pesa per il 42,0%, continua ad essere il settore trainante dell’export manifatturiero, con una crescita del 7,5%. Variazioni tendenziali positive anche per metalli di base e prodotti in metallo (+7,2%), chimica e farmaceutica (+3,8%).
Segni negativi per tutte le altre componenti della manifattura cuneese, con percentuali particolarmente significative per articoli in gomma e materie plastiche (-19,8%), tessile e abbigliamento (-15,3%), macchinari e apparecchi n.c.a. (-9,7%) e mezzi di trasporto (-8,2%).
Per quanto concerne i mercati di sbocco, il bacino dell’Ue-27 post Brexit assorbe il 62,5% delle vendite all’estero e si conferma, anche per il 2025, l’area di destinazione principale delle esportazioni cuneesi, rimasto pressoché stabile rispetto all’anno precedente. Ai mercati situati al di fuori dell’area comunitaria è destinato il restante 37,5%, in calo del 3,4% annuo.
I più importanti mercati dell’area Ue-27 si confermano quello francese e tedesco, con quote pari al 17,2% e 13,0%. I due Paesi hanno evidenziato una flessione, rispettivamente del 6% e del 5,9%. La Spagna, con una quota del 6,7%, ha registrato una variazione positiva del 2,2%, mentre la Polonia con una quota del 6,3% continua a crescere in maniera significativa (+18,6%). Molto positiva la performance del Belgio (+25,2%).
Per il bacino Extra Ue-27 i mercati di maggior sbocco continuano a essere gli Stati Uniti e il Regno Unito che rappresentano rispettivamente il 6,5% e il 4,9% dell’export complessivo, entrambi in calo, rispettivamente del -5,9% e del -10,1%. Si riducono anche le vendite extra UE verso Cina (-15,0%), Messico (-14,2%), Canada (-13,5%) e Arabia Saudita (-12,9%).
Nel 2025 entrano nella top-10 delle esportazioni Extra-UE la Federazione Russa e Israele, che registrano un aumento molto significativo, rispettivamente del 62,6% e del 13%.














