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Economia | 30 marzo 2023, 07:00

Il poker, una storia tutta italiana

Quando si pensa al poker lo si fa, generalmente, richiamando alla mente i grandi tornei americani

Il poker, una storia tutta italiana

Quando si pensa al poker lo si fa, generalmente, richiamando alla mente i grandi tornei americani. Tuttavia, non tutti sanno che in realtà il poker ha svolto un ruolo decisivo nella storia italiana dei giochi e, in fondo, non è certo un caso che l’Italia sia una delle nazioni al mondo in cui il poker è sicuramente più apprezzato.

Insomma, gli italiani amano il poker e, da quanto emerge dalle ultime statistiche, sembra che l’affetto sia ricambiato, considerato che il gambling che ha come riferimento il gioco del poker ha in Italia dei volumi piuttosto importanti.

Ma da dove arrivano i giochi delle carte in Italia? Qual è stata la loro diffusione nei secoli?

Le origini del gioco

Per ricostruire brevemente la storia dei giochi di carte in Italia bisogna risalire a un’epoca in cui, invece, i giochi con le carte non esistevano.

Le prime forme rudimentali di gambling nel nostro Paese sono infatti relative all’epoca classica, con gli antichi romani che amavano trascorrere parte delle giornate alle prese con i primi giochi d’azzardo. Il più diffuso e celebre è stato quello dei dadi, molto simile alla versione che peraltro, oggi, è possibile fruire nelle case da gioco o nei siti autorizzati online. I dadi romani, chiamati tesserae, erano dei lontani parenti di quelli di oggi: realizzati in avorio, ambra, bronzo o osso, riportavano dei segni nelle loro sei facce ed erano la base di una forma di intrattenimento molto semplice. Di norma, venivano lanciati in coppia e lo scopo era quello di avere un valore complessivo superiore a quello dell’avversario.

Tra gli altri giochi preferiti nell’antica Roma c’erano poi il pari e dispari e il teste o navi: nel primo caso bisognava indovinare se i sassolini che l’avversario nascondeva nella mano fossero in numero pari o dispari, mentre nel secondo caso ci si trovava difronte a un parente dell’odierno testa o croce.

L’arrivo delle carte

Solamente nei secoli successivi anche il nostro Paese iniziò ad annoverare la presenza di diversi giochi con le carte. Il loro avvento nelle case da gioco autorizzate fu graduale e spesso imprevisto (l’Italia attraversò lunghi periodi di tempo in cui non era ben visto), e trovò una piena conferma nel corso del ‘600, quando iniziarono a spuntare diverse strutture che potessero permettere il gioco d’azzardo in modo legale.

Una di queste sorse a Venezia, nel 1638: in un palazzo di proprietà di Marco Dandolo, il nobile riuscì a ottenere l’autorizzazione della Serenissima per aprire la sua sala da gioco, il Ridotto, dove tutti i giocatori, di ogni estrazione sociale, potevano giocare liberamente senza patemi e preoccupazioni. L’ingresso era infatti ammesso con il volto coperto da maschere, proprio per garantire il rispetto della migliore privacy.

Il poker italiano

Arriviamo dunque al poker italiano che, nonostante l’avvento delle varianti più gettonate online, come il poker alla texana (il Texas Hold’em) continua a conservare un folto gruppo di sostenitori. Ma come si gioca?

Chi ha già avuto l’esperienza di giocare a poker in ambito casalingo o tra amici, forse conoscerà già le regole. Il mazzo usato è quello delle carte francesi, senza i Jolly. Si inizia dunque con l’invito: prima che le carte siano distribuite, il mazziere mette una somma di denaro sul piatto, che di norma deve essere versato da tutti i giocatori che intendono partecipare, a titolo di gettone.

Solamente quando l’invito è stato versato da tutti, il mazziere mescola le carte e fa tagliare il mazzo dal giocatore alla sua destra. Fatto ciò, procede alla distribuzione di cinque carte per ciascuno dei giocatori, seguendo il senso orario.

A questo punto si procede con il primo turno di scommesse, con l’apertura da parte di almeno un giocatore partendo dalla sinistra del mazziere. Se nessun giocatore vuole aprire, viene cambiato mazziere e viene versato un nuovo invito.

Terminato il primo giro di scommesse, ogni giocatore può sostituire da una a cinque carte delle proprie carte o dichiararsi “servito”, rifiutando cioè il cambio delle carte. Quindi, il giocatore che ha aperto può procedere con una nuova puntata o passare la parola al giocatore successivo. Dopo la puntata, il giocatore nella posizione seguente può scegliere se “vedere”, rilanciare o passare.

A questo punto, se rimangono almeno due giocatori, si procederà al confronto delle combinazioni presenti nelle carte a loro mani: si aggiudicherà il piatto chi ha il punto più alto o chi riuscirà a costringere gli altri giocatori ad abbandonare la mano, rilanciando la posta.

Le nuove frontiere del gioco in Italia

Anche se il poker da tavolo mantiene un ruolo centrale nelle passioni ludiche degli italiani, infine, non sfugge come anche questa dimensione abbia trovato un suo spazio anche online, nell’esperienza del gioco online. Nell’ultimo decennio, il settore ha avuto un boom senza pari in altri settori commerciali, definendo veri e propri nuovi modi di giocare e di interfacciarsi all’intrattenimento online.

Dai giochi immersivi che sfruttano la realtà aumentata o virtuale a queste slot nuove gratis, il ventaglio delle opportunità di svago non è mai stato così ricco. Negli anni dei lockdown, poi, il gioco online si è rivelata l’unica possibilità a sostegno del settore fisico, con casinò e sale gioco chiuse per decreto legge. Oggi il poker online si sposta anche su nuove frontiere, interfacciandosi con le intelligenze artificiali e approdando anche nel Metaverso.

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