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Attualità | 12 dicembre 2025, 16:14

Crisi del vino piemontese, Carenini (Cia): "Urgenti gli Stati generali, serve strategia immediata"

Il presidente regionale degli Agricoltori italiani chiede alla Regione di convocare il confronto pubblico sul comparto: eccedenze di magazzino, difficoltà di mercato e pressioni mediatiche mettono a rischio il futuro

Gabriele Carenini, presidente Cia Piemonte

Gabriele Carenini, presidente Cia Piemonte

Il presidente regionale di Cia Agricoltori italiani del Piemonte, Gabriele Carenini, al Tavolo verde della Regione Piemonte a Torino, questa mattina, venerdì 12 dicembre, ha rilanciato con forza l’appello all’apertura immediata di un confronto pubblico sul futuro del comparto vitivinicolo piemontese, così come richiesto anche dal Tavolo vitivinicolo dell’Organizzazione agricola.

Carenini ha ricordato come la prima sollecitazione fosse arrivata “in tempi non sospetti”, con l’obiettivo di anticipare le criticità che oggi si presentano in tutta la loro gravità: «Le nostre richieste sono state al momento disattese dalla politica – ha sottolineato –, mentre il settore vitivinicolo piemontese è sempre più stretto fra eccedenze di magazzino, difficoltà di mercato, impatti del cambiamento climatico e un clima mediatico che alimenta narrative distorte sul vino».

Per Cia Piemonte, la convocazione degli Stati generali non è più rimandabile: «Servono risposte immediate per la gestione delle giacenze, ma serve soprattutto una visione strategica che guardi ai prossimi anni», ha spiegato Carenini, richiamando la necessità di una nuova programmazione produttiva, anche valutando, con adeguate garanzie per i giovani agricoltori, il blocco temporaneo dei nuovi impianti.

Il presidente ha ribadito che il settore deve affrontare con trasparenza e coraggio i nodi strutturali: «Non possiamo rischiare una spirale produttiva dalle conseguenze disastrose. Dobbiamo interrogarci sul ruolo e sulle scelte di tutti gli attori della filiera, partendo anche dalle nostre stesse Organizzazioni».

A pesare è anche la pressione comunicativa esterna: «Il vino è bersaglio di campagne di criminalizzazione infondate. Non possiamo permettere che piccole palle di neve diventino una valanga: dobbiamo reagire e farlo insieme».

Da qui l’appello finale: «Non serve andare in piazza, la questione va affrontata con criteri scientifici, economici e di strategia complessiva. Produttori, Consorzi, industria, cooperative e decisori politici devono sedersi allo stesso tavolo senza ulteriori rinvii – ha concluso Carenini –. La convocazione degli Stati generali del vino è una necessità urgente: o agiamo adesso, o rischiamo di compromettere il futuro del comparto piemontese».

cs

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