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Eventi | 21 settembre 2022, 09:32

Alba al tempo dei romani: come era l'acquedotto?

La sezione albese di Italia Nostra invita a partecipare all'incontro con il prof. Piero Barale in programma il 22 settembre

Alba al tempo dei romani: come era l'acquedotto?

Nell’ambito delle manifestazioni culturali della “Fiera internazionale del Tartufo bianco d’Alba” anche quest’anno la Sezione albese di Italia Nostra è presente con una propria iniziativa. Si tratta della conferenza dello studioso specialista Piero Barale “L’acquedotto e le condutture idriche nel sottosuolo della romana Alba Pompeia. Oltre che per l’archeologia si tratta di un argomento divenuto di stringente attualità. La manifestazione pubblica avverrà giovedì 22 settembre, alle ore 21, nella sala conferenze dell’associazione culturale “Alec” (via Vittorio Emanuele II, n. 30, Alba), gentilmente concessa per l’occasione.

La conferenza di Barale, anche tramite la proiezione di immagini, si rivolge a coloro che sono interessati all’argomento o che desiderano intraprendere conoscenza specifica sul sistema di condotte per il convogliamento dell’acqua potabile nella città romana, nonché sulle canalizzazioni a quell’epoca delle urbane acque reflue. Pertanto è dedicata non solo agli studiosi, bensì ad appassionati di storia ed archeologia, agli studenti, a chiunque voglia apprendere nozioni pertinenti ad una situazione remota quanto interessante.

Secondo le rilevazioni archeologiche, l’acquedotto d’età romana dai presunti pozzi di captazione di di Cà Sottere e dalla località Ricca, con un condotto in genere sotterraneo di sezione ovoidale, in circa 6 km proseguiva nella valle del torrente Cherasca (perlopiù lungo l’attuale corso Cortemilia poi per corso Langhe), con un ramo d’adduzione forse proveniente dal rio Misureto e collegato all’altezza della Scuola Enologica. Il percorso procedeva sino ad irradiare il servizio idrico nella città cinta dalle mura. Inoltre Alba Pompeia a quel tempo disponeva di un esteso ed efficace sistema di canalizzazioni per il deflusso delle acque reflue (cloacae), garantendo in tal modo una situazione igienico-sanitaria alquanto soddisfacente.  

Piero Barale, che sarà introdotto nella serata albese da esponenti di Italia Nostra e dell’associazione “Alec”, è nato a Fossano nel 1958. È autore di molte pubblicazioni specialistiche. Si occupa di Archeoastronomia dal 1990 ed è interessato particolarmente allo studio, alla divulgazione dei siti di rilievo astro-archeologico dell’Italia nord-occidentale, collaborando pure con varie istituzioni culturali. Oltre ad un recente volumeL’anello di Romolo e le Città volute dagli Dei, sullo specifico argomento della conferenza Barale nel 1998 ha pubblicato il saggio “Opus arquatum. L’alimentazione idrica ad Alba Pompeia“ nella qualificata rivista “Alba Pompeia” del Museo Civico.

É gradita la prenotazione
per i posti limitati in sala ai seguenti recapiti: tel. 3421871778 (Italia Nostra), 3394902334 (Segretaria), e-mail  alba@italianostra.org

Redazione

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