Gentile direttore,
sono un vostro assiduo lettore, che apprezza quanto scrivete su Cuneo e provincia. Oggi, imbattendomi nell’articolo col quale si dà conto dell’incidente mortale che ha avuto come vittima una povera mamma, mi è tornato alla mente l’incidente nel quale rimasi coinvolto due anni fa nella zona dell’Auchan, dove investii quattro cinghiali, per fortuna senza esiti tragici come questo.
Continuamente si sente parlare di incidenti, feriti, miracolati e morti. Non possiamo fare nulla che vada oltre le parole dei nostri politici, enti, associazioni. Tutto rimane così e continuiamo ad aver paura notte, giorno, in auto, in moto, in bicicletta. Siamo arrivati all’episodio accaduto a Genova, dove una donna è stata morsa in spiaggia da un cinghiale attirato dalla focaccia.
Questa mattina, leggendo dell’ennesima tragedia (cento altre meno gravi, solo con danni materiali, non vengono ovviamente riportate dalle cronache) ho sentito il bisogno di scrivere.
Faccio un appello a chi dovrebbe prendere delle posizioni chiare. Questa è una guerra, che comunque miete feriti e vittime silenziose, come è possibile verificare scorrendo i dati dell’Osservatorio Asaps, secondo il quale, nel solo anno 2021, in Italia si sono registrati 213 incidenti gravi (199 su statali e provinciali, i rimanenti sulle autostrade), che hanno causato 13 morti e 261 feriti
Giuseppe B.
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