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Attualità | 18 novembre 2021, 18:35

Quasi mille famiglie in stato di povertà sul territorio albese

I dati sono stati diramati dall'Osservatorio della Caritas. E il 40% dei nuclei sono nella fascia 25-45 anni

Aiutare per fare rialzare le persone: questo il motto della Caritas di Alba. (Illustrazione Caritas pagina Facebook)

Aiutare per fare rialzare le persone: questo il motto della Caritas di Alba. (Illustrazione Caritas pagina Facebook)

Novecentoquarantasei famiglie per un totale di 2.329 persone, di cui 57% stranieri ed il restante 43% italiani. Questi sono i numeri che il report dell’Osservatorio della povertà della Caritas ha diramato per la diocesi di Alba. Dietro queste cifre ci sono cuori pulsanti di uomini e donne di tutte le età (In preoccupante aumento la fascia 25-45 anni) che fanno fatica ad affrontare le spese della vita quotidiana: dalla spesa all’affitto, dalle bollette ai farmaci.

«In un territorio agiato come quello dell’Albese, afferma don Mario Merotta, direttore Caritas diocesana, come possiamo vedere ci sono molte persone che si rivolgono ai nostri 17 centri di ascolto sparsi sul territorio. Uomini, donne, giovani e anziani: la povertà colpisce le diverse fasce di età anche da noi, e purtroppo la pandemia ha accentuato il problema, risucchiando nella “zona grigia” nuclei familiari che si stanno trovando in seria difficoltà».

Ma cosa si intende per “zona grigia”?: «La “zona grigia”, approfondisce il direttore Caritas, è formata da quelle persone che ce l’hanno sempre fatta da soli, ma che in pandemia si sono ritrovati in seria difficoltà. E parlo anche di famiglie con attività commerciali o con un solo componente che lavora ma che generalmente vanno bene. Purtroppo in alcuni casi siamo riusciti a farli rialzare».

E un dato allarmante è che il 40% dei poveri è nella fascia 25-45 anni: «Un dato al quale non volevamo credere, riflette don Mario Merotta. In questa fascia molti hanno solo la licenza media. Vogliamo aiutarli attivando corsi di formazione, propedeutici per l’ingresso nel mondo del lavoro. Purtroppo in questa fascia ci sono soggetti che si sono rovinati con il gioco d’azzardo, un vizio che colpisce duro nella nostra zona.

Il nostro compito non è solo quello di aiutare queste persone, aggiunge don Mario Merotta, ma anche di reintegrarle nella rete sociale, affinché tornino ad una vita dignitosa e impegnata. Insieme al vescovo Marco Brunetti, abbiamo voluto presentare questo report per dare un quadro generale della situazione nell’albese, senza dimenticare anche gli immigrati».

E su questo argomento lo stesso vescovo di Alba ha aggiunto: «Un grazie sentito al centro di prima accoglienza per la gestione del dormitorio e della mensa di via Pola. Il supporto fondamentale di don Gigi Alessandria, dei vari centri Caritas, dei volontari, dell’Emporio Madre Teresa di Calcutta ci permette di aiutare gli invisibili. E grazie anche a chi crede nell’operato della Chiesa: in arrivo dall'8x1000 risorse da investire per circa 500 mila euro».

Livio Oggero

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