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Cronaca | 01 maggio 2021, 12:46

Rapina di Grinzane: oggi a Verduno l’autopsia sui corpi dei due rapinatori

Martedì gli esami balistici sul luogo della sparatoria seguita all’assalto dei banditi. Il padre del terzo rapinatore intanto indagato per favoreggiamento: si vuole accertare se possa aver accompagnato lui il figlio ferito presso l’ospedale di Savigliano

La scena della sparatoria, lungo via Garibaldi a Gallo Grinzane (foto Barbara Guazzone)

La scena della sparatoria, lungo via Garibaldi a Gallo Grinzane (foto Barbara Guazzone)

Dopo la fase dei rilievi inizia quella degli accertamenti e delle perizie volte a chiarire quanto effettivamente accaduto dopo l’assalto di mercoledì alla gioielleria di Grinzane Cavour. Il primo di questi è quello che la Procura della Repubblica di Asti, in campo col procuratore capo Alberto Perduca e il sostituto Davide Greco, ha affidato al dottor Francesco Romanazzi, direttore della Medicina Legale dell’Asl Cn2, incaricato delle autopsie che nella giornata di oggi (sabato 1° maggio) verranno effettuate sui corpi del 45enne braidese Andrea Spinelli e del 58enne torinese Giuseppe Mazzarino, i due banditi uccisi nella sparatoria seguita al tentativo di rapina che – insieme all’albese Alessandro Modica – i due avevano messo in atto quando mancavano pochi minuti alle 19 di mercoledì 28 aprile.

Tra gli elementi che l’accertamento autoptico dovrà stabilire c’è ovviamente quello concernente la posizione dei fori di entrata dei proiettili che il gioielliere Mario Roggero, intanto indagato per omicidio colposo per eccesso di legittima difesa, ha sparato all’indirizzo dei due banditi dopo che – secondo la ricostruzione che il 66enne commerciante ha reso dopo i fatti ai Carabinieri del Comando di Alba e del Nucleo Investigativo di Cuneo – aveva ingaggiato una prima colluttazione con banditi all’interno del negozio.

Un dato quest’ultimo che – per stabilire l’esistenza dei presupposti della legittima difesa – andrà combinato con l’esito della perizia balistica che gli inquirenti hanno intanto affidato all’ingegnere torinese Stefano Conti, professionista già in campo sulla scena di numerosi recenti fatti di sangue registrati in Piemonte.
Dai suoi accertamenti, programmati per la giornata di martedì, come dalle testimonianze dirette di chi può aver visto quanto accaduto in quei concitati istanti e dalle immagini degli impianti di videosorveglianza presenti sul posto, gli inquirenti dovranno stabilire l’esatta successione e le precise modalità degli eventi che hanno portato alla sparatoria e quindi alla morte dei due malviventi, stabilito che i loro corpi senza vita sono stati ritrovati l’uno nel piccolo spiazzo prospiciente l’uscita laterale del negozio, presso la Ford Fiesta bianca che il terzetto intendeva utilizzare per darsi alla fuga, qualche metro più in là l’altro, lungo via Garibaldi, in corrispondenza delle strisce pedonali presenti in quel punto del corso.

Sempre martedì si terrà poi la consulenza forense sui telefoni cellulari dei rapinatori, affidata in questo caso a Giuseppe Dezzani, altro consulente torinese associato negli anni a diversi noti casi giudiziari, come le indagini sulla morte di Elena Ceste, di Yara Gambirasio e sul naufragio della Costa Concordia.

Da riscontrare sarà poi la testimonianza che potrebbe essere resa dal terzo componente della banda, Alessandro Modica, attualmente in stato di fermo presso l’ospedale "Santa Croce" di Cuneo, dove ieri è stato operato al ginocchio ferito nella sparatoria.
L’uomo, che è indagato per rapina in concorso, ha intanto nominato quale proprio difensore l’avvocato biellese Carla Montarolo, che già in passato lo aveva patrocinato per alcuni fatti minori.
Nella mattinata di oggi verrà sentito dal sostituto Greco, mentre nel frattempo risulterebbe indagato per favoreggiamento il padre del 34enne, Giovanni Modica: secondo gli inquirenti potrebbe essere stato il congiunto ad accompagnare il terzo componente della banda presso l’ospedale di Savigliano dopo che questi, ferito a un ginocchio dagli spari di Roggero, era riuscito ad allontanarsi a piedi facendo perdere le proprie tracce nelle campagne circostanti.

Ezio Massucco

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