Quattordici ricoverati solamente nella giornata di ieri (martedì 16 marzo), per un totale di 120 pazienti affetti da Covid che in questo momento sono in cura presso l’ospedale unico di Alba e Bra.
E’ ancora una volta il direttore generale dell’Asl Cn2 Massimo Veglio a fornire un aggiornamento sui numeri dell’emergenza sanitaria in corso nei reparti del "Michele e Pietro Ferrero" di Verduno.
L’occasione è stata la videoconferenza organizzata nel pomeriggio di oggi (mercoledì 17 marzo) e trasmessa in diretta Facebook dall’Associazione Commercianti Albesi.
Ospite del direttore Aca Fabrizio Pace, il dottor Veglio ha parlato di un numero di ricoverati superiore del 35% a quello della prima ondata e con caratteristiche diverse da quelle delle precedenti.
"Direi che siamo auspicabilmente al picco – ha spiegato –, perché dopo il picco c’è poi la discesa, sperando di non essere smentito domani con numeri ancora maggiori. Negli ultimi giorni gli ingressi di pazienti ricoverati sono sempre sopra ai dieci, sino ai 14 di ieri (…)".
"Sicuramente registriamo un’età media molto più bassa", ha proseguito il massimo responsabile della sanità locale, legando il dato almeno in parte al positivo effetto delle vaccinazioni effettuate nelle Rsa e che ora procedono le fascia di età degli over 80. "Quello che va registrato – ha aggiunto – è che molte di queste persone risultano gravemente compromesse. Oggi abbiamo 11 pazienti in terapia intensiva e altre 32 in subintensiva, col famoso casco per intenderci. Tra questi c’è anche un paziente di 27 anni, ricoverato in ventilazione assistita".
Con riguardo ai contagi, il direttore Asl ha sottolineato come il territorio di Langhe e Roero abbia ormai ampiamente superato la soglia dei 250 nuovi casi di contagio settimanali ogni 100mila abitanti indicati dal Governo come criterio per l’automatica collocazione in zona rossa. "Veleggiamo sopra i 300 – ha aggiunto –, poi evidentemente solo una frazione di questi casi viene ricoverato. Gli altri però vengono seguiti sul territorio ed è un’altro carico di lavoro notevole, tra attività di contact tracing e pazienti che vengono seguiti a domicilio, che sono dieci volte tanto".











