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Attualità | 25 gennaio 2021, 12:09

Cherasco: "Restituiamo al Comune il premio a chi ha operato contro il Covid"

La simbolica protesta di tre cuochi della casa di riposo: "Riconoscimento motivo di orgoglio, ma la scelta di esternalizzare il servizio di refezione mette a rischio i nostri diritti e il nostro futuro lavorativo"

Il municipio di Cherasco (foto Barbara Guazzone)

Il municipio di Cherasco (foto Barbara Guazzone)

Affidate nei giorni scorsi ai reclami sollevati dai sindacati di categoria, ha ora assunto la forma di un simbolico gesto di protesta il disappunto dei dipendenti della cucina della Casa di Riposo "Ospedale di Cherasco", contrari alla decisione con la quale il consiglio di amministrazione dell’ex Ipab ha recentemente deciso di affidare il servizio a una società esterna, pur con la salvaguardia dei posti di lavoro.

A renderlo noto tre dei quattro operatori (la responsabile del servizio Veronica Fiore, insieme ai colleghi Stefano Lanzafame e Luca Sampò), che, presa carta e penna, nella mattinata di oggi (lunedì 25 gennaio) hanno recapitato al sindaco Carlo Davico e al presidente del Consiglio comunale Massimo Rosso una lettera con la quale annunciano l’intenzione di voler restituire il Premio "Cheraschese dell’Anno", che l’Amministrazione della città delle Paci aveva appena destinato a quanti, a vario titolo, si sono impegnati nella battaglia contro il Covid-19.   

"Detto premio – si legge nello scritto, protocollato stamane in municipio –, certamente dall'alto valore simbolico, elargito dall'Amministrazione comunale di Cherasco, che riconosce in questo caso l'impegno profuso da coloro che nei vari ambiti si sono oltremodo impegnati, con alto spirito di sacrificio e non comune senso civico, nell'estenuante compito di aiutare chi purtroppo è stato colpito dalla pandemia, costituiva, per noi operatori della cucina, un indubbio motivo di orgoglio.
Purtroppo però, a causa della incomprensibile decisione, assunta dal Cda della nostra Rsa di esternalizzare il servizio di refezione, con il benestare dell’Amministrazione comunale cheraschese, che all'interno del predetto consiglio è presente con tre consiglieri, di cui uno addirittura con ruolo di presidente, ci vede costretti, in segno di protesta, a restituire il premio ricevuto, dal momento che tale scelta mette a rischio i nostri diritti e il nostro futuro lavorativo".


Nei giorni scorsi la decisione della Rsa era stata al centro di una nota con la quale il presidente della struttura Luciano Marengo tornava sulle ragioni alla base della scelta di affittare tale ramo d’azienda a una realtà che già opera in diverse Rsa del territorio, rassicurando il personale in predicato di passare alle dipendenze del nuovo soggetto circa la conservazione di posti di lavoro, orari e retribuzione.

Ezio Massucco

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