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Attualità | 13 gennaio 2021, 12:51

Vaccino Covid, Langhe e Roero fanno meglio della Campania: verso l’85% delle dosi somministrate

Con oggi arriveranno a 3mila le persone già raggiunte dall’Asl Cn2 tra Verduno e Rsa del territorio. Il direttore Massimo Veglio: "Nessuna dose va sprecata. Su come proseguire attendiamo istruzioni"

Il direttore dell'Asl Cn Massimo Veglio (foto di Barbara Guazzone)

Il direttore dell'Asl Cn Massimo Veglio (foto di Barbara Guazzone)

Nella giornata in cui l’Italia ha superato le 800mila dosi di vaccino anti Covid somministrate a operatori sanitari e ospiti delle Rsa, la Regione guidata dal governatore De Luca si conferma prima nel rapporto tra quelle ricevute (101.145) e quelle effettivamente erogate (78.560), con un indice del 77,7%.

Un risultato ben più alto di quello del Piemonte, che ha sì recuperato qualche posizione rispetto alla caduta dei giorni scorsi, ma che tra le venti regioni italiane (ultima la Calabria, col 32,5%) è ferma alla 12ª piazza, con 67mila vaccini distribuiti su 123mila potenziali, per un indice del 54,4%.

In questo quadro si segnala l'ottima performance fatta segnare dall’Asl Cn2 di Alba e Bra, che con le 400 di oggi (mercoledì 13 gennaio) punta a raggiungere e superare le 3mila dosi già distribuite, andando così oltre l’85% delle 3.570 complessivamente ricevute dopo la consegna del terzo vassoio di farmaci Pfizer BioNTech arrivato lunedì a Verduno.

I numeri sono quelli illustrati al nostro giornale dal direttore dell’azienda sanitaria Massimo Veglio: "Stiamo procedendo nel rispetto delle previsioni di inizio campagna. Quotidianamente eroghiamo una media di circa 300 dosi. Il numero esatto dipende prevalentemente dalle Rsa. Nelle giornate in cui andiamo in una struttura più grande è facile raggiungere numeri maggiori che quando siamo invece impegnati in quattro realtà piccole, è normale. Nelle residenze per anziani c’è anche la problematica riguardante i consensi informati degli incapaci naturali, che dal punto di vista numerico stanno rallentando un poco le operazioni. Su quest’ultimo punto confidiamo che ci venga in aiuto quanto definito venerdì scorso incontrando il presidente e il procuratore generale della Repubblica presso il Tribunale di Asti. Abbiamo ragionato sulle modalità più opportune per snellire quanto più possibile gli adempimenti previsti dal Dpcm del 5 gennaio e abbiamo già trasmesso a tutte le nostre 40 Rsa le indicazioni del caso".

Un altro rallentamento, in questo caso nel numero di vaccinati, si avrà poi tra pochi giorni, alla fine della prossima settimana, una volta trascorsi i 21 giorni dall’inizio della campagna partita lo scorso 31 dicembre.

"Esattamente. Entro il 18 gennaio dovremmo aver finito il 'giro' nelle Rsa, mentre pochi giorni dopo partiranno le operazioni per la somministrazione dei richiami. Col via alle secondi dosi è quindi fatale che il numero dei vaccinati prenda a progredire con maggiore lentezza rispetto a oggi".  

Intanto da Ministero e Regione si attendono novità ufficiali su quello che sarà il proseguimento della campagna: "Con la Regione ci siamo confrontati ancora giovedì scorso. Ai direttori delle Aso e Asl piemontesi è stato chiesto di accelerare le operazioni e di non preoccuparsi di mantenere scorte in vista dei richiami, come qualcuno aveva scelto di fare, riferendo che ancora recentemente il Ministero ha assicurato l’arrivo di tutti i quantitativi previsti nei tempi previsti. E’ un invito che in realtà ci riguarda marginalmente, visti i nostri numeri. Comunicazioni ufficiali su come proseguirà la campagna dopo le consegne dei vassoi previste per il 18 e 25 gennaio al momento non ce ne sono".

Su come l’Asl si sia organizzata per evitare che eventuali defezioni rispetto alle prenotazioni comportino un possibile spreco di dosi, il direttore Veglio taglia corto
: "E’ un problema che in realtà non si pone. Quando ci rechiamo nelle Rsa sappiamo esattamente quante persone andremo a vaccinare, per cui calcoliamo alla partenza l’esatto numero di fiale necessarie. Più facile ancora in ospedale, dove la farmacia è a 30 metri dall’ambulatorio. Qui vacciniamo una persona ogni due minuti: se qualcuno non si presenta si passa a quello dopo e si recupera facilmente in coda. Nessuna dose va sprecata".

Ezio Massucco

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