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Attualità | 21 luglio 2020, 16:16

Quale sede per la futura Casa della Salute albese? Martinetti (M5S) interroga la Giunta regionale

All’indomani del trasloco del San Lazzaro verso il nuovo ospedale di Verduno il consigliere albese chiede tempi brevi per la realizzazione del futuro presidio cittadino: "Fondamentale che venga dotata di una struttura di telemedicina"

L'ingresso dell'ospedale San Lazzaro, da domenica sede degli ambulatori e servizi non trasferiti a Verduno

L'ingresso dell'ospedale San Lazzaro, da domenica sede degli ambulatori e servizi non trasferiti a Verduno

Ultimato domenica il trasloco delle ultime attività ospedaliere nel nuovo plesso di Verduno, ad Alba ci si interroga sui passi che ora dovranno portare l’Asl a realizzare in città la futura Casa della Salute: un intento più volte annunciato, con l’intento di concentrare in un unico presidio le attività ambulatoriali e diagnostiche che, per ora rimaste nei locali del "San Lazzaro", li dovranno prima o dopo abbandonare per lasciare il campo ai progetti di alienazione che pesano sullo storico nosocomio di via Pierino Belli.

Finora rinviato a futura disanima, data la comprensibile  urgenza di dedicarsi prima all’impegnativo spostamento di sede, il tema è già tornato d’attualità per mezzo di un’interrogazione che il consigliere regionale albese Ivano Martinetti ha rivolto oggi alla Giunta regionale.

"Con la chiusura dell’ospedale di Alba e il trasferimento a Verduno delle sue attività, completato in questi giorni, resta il dubbio sull’ubicazione della futura Casa della Salute albese", ha fatto presente in sostanza l’esponente del Movimento Cinque Stelle, chiedendo per la sua realizzazione "tempi certi e strutture avanzate dedicate alla telemedicina, come stabilito dalla delibera regionale del 3 luglio 2020", ricordando poi come a servizio dei 200mila utenti attivi sul territorio dell’Asl siano attive al momento quattro strutture di questo tipo – a Cortemilia, Santo Stefano Belbo, Montà e Canale –, ma anche come l’ubicazione del futuro presidio albese rappresenti al momento "una grande incognita".

Ai dubbi del consigliere ha provato a rispondere il vicepresidente della Giunta regionale Fabio Carosso: "Con l’attivazione dell’ospedale di Verduno – ha spiegato l’ex sindaco di Coazzolo – si prospetta la realizzazione di due nuove Case della Salute, con funzioni di 'hub’ a servizio rispettivamente degli utenti di Alba e di Bra". Con riguardo alla capitale delle Langhe, ha proseguito, "mentre allo stato attuale è previsto che gli ambulatori e servizi interessati rimangano nella sede ospedaliera, sull’ubicazione della futura struttura si farà presto una migliore valutazione. Questa dovrà sorgere in centro, per essere facilmente raggiunta, in un sito privo di barriere architettoniche e con una buona disponibilità di aree a parcheggio nelle sue vicinanze".

"Dovremo comunque monitorare per verificare che dalle parole si passi ai fatti anche per dare una risposta alle tante domande che ci giungono dal territorio – è stato il commento del consigliere regionale albese –. Accanto al completamento del nuovo ospedale di Verduno in cui convergeranno tutti i ricoveri per patologie acute non possono infatti mancare delle strutture territoriali in cui offrire servizi sanitari di base. In questo quadro ci auguriamo venga valorizzato tutto quanto concerne la telemedicina. L'Asl Cn2 è infatti un'eccellenza nel campo grazie al lavoro pionieristico dei medici di nefrologia e dialisi del San Lazzaro, che hanno iniziato a farne ampio uso  da anni per le terapie a domicilio".

Redazione

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