Rientra in parte l’allarme carburante negli aeroporti italiani, mentre a Cuneo Levaldigi la situazione resta al momento tranquilla.
Dopo giorni di tensione legati alla guerra in Medio Oriente e ai timori di razionamenti, nelle ultime ore è arrivata una svolta significativa dopo l’ennesima uscita del presidente americano Donald Trump che annunciava una temporanea tregua di un paio di settimane nel conflitto con l’Iran: lo Stretto di Hormuz è stato riaperto - anche se resta necessario un permesso per il transito - e il prezzo del petrolio è crollato drasticamente, scendendo sotto i 100 dollari al barile con una perdita di quasi il 16% rispetto alla giornata precedente.
Una notizia che ridimensiona le preoccupazioni nate nei giorni scorsi, quando alcuni aeroporti italiani — tra cui Milano Linate, Venezia, Treviso e Bologna — avevano segnalato distribuzioni contingentate di cherosene, mentre Brindisi, Pescara e Reggio Calabria avevano lanciato l’allarme per disponibilità ridotte. Il timore, in quel contesto, era che la carenza di carburante potesse portare persino alla cancellazione dei voli.
La riapertura dello stretto, da cui transita una quota rilevante del petrolio mondiale, ha però cambiato rapidamente lo scenario, riportando maggiore fiducia sul fronte energetico e, di conseguenza, anche sul trasporto aereo.
A Cuneo Levaldigi, in ogni caso, la situazione non aveva mai registrato particolari criticità. Lo conferma Anna Milanese, direttore generale e accountable manager dello scalo. “Per ora siamo a posto – spiega -. Monitoriamo la situazione minuto per minuto, ma al momento è tutto sotto controllo. Non abbiamo avuto nessun problema legato a questo”.
(Anna Milanese, al centro nella foto, durante la festa di celebrazione per i 15 anni del volo Cuneo-Casablanca)
La direttrice sottolinea comunque la necessità di mantenere alta l’attenzione, soprattutto in un contesto internazionale ancora incerto: “Bisogna capire quanto perdura questa situazione. Le compagnie aeree hanno degli stoccaggi e fanno accordi con anticipo, quindi dipende molto dalla durata della crisi. Però al momento monitoriamo e non abbiamo avuto criticità su questo problema”.
Anche sul fronte del prezzo dei biglietti, nello scalo cuneese non si registrano variazioni significative: “Mi sembra che stiano seguendo il trend di mercato dei mesi di spalla, non vedo grosse differenze”.
Intanto l’operatività dell’aeroporto procede regolarmente. I collegamenti attivi continuano a registrare buoni risultati, a partire dalla tratta Ryanair su Palermo, appena riavviata e ormai consolidata. “Sì, sì, come sempre. Palermo è una destinazione ormai consolidata”, conferma Milanese, ricordando anche il prossimo avvio del collegamento con Cagliari operato dalla compagnia irlandese che da giugno raddoppierà l’offerta sull’isola unitamente all’operatività già attiva grazie ad Aeroitalia.
Nonostante le tensioni geopolitiche delle ultime settimane, il traffico passeggeri continua dunque a reggere nello scalo cuneese. “Sull’Italia ci conforta il traffico: la gente continua a viaggiare nonostante le tensioni geopolitiche”, conclude Anna Milanese.
Con il calo del petrolio e la riapertura dello Stretto di Hormuz, l’allarme sembra quindi al momento in parte ridimensionarsi. L’attenzione resta comunque alta anche a Levaldigi, dove la parola d’ordine, per ora, resta prudenza.














