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Economia | 21 gennaio 2020, 10:40

Oltre 200 i lavoratori coinvolti in tutta Italia dal fallimento della braidese Olicar Gestione

Per la sede cuneese si parla invece di numeri più contenuti rispetto ai circa 30 addetti comunicati nei giorni scorsi: "Sono meno della metà, molti si sono ricollocati negli ultimi mesi". Intanto negli uffici della controllante Manitalidea arrivano le Fiamme Gialle

Fissata per la fine del mese l'udienza con la quale il Tribunale di Torino dovrà vagliare gli eventuali presupposti dello stato di insolvenza della Manitalidea

Fissata per la fine del mese l'udienza con la quale il Tribunale di Torino dovrà vagliare gli eventuali presupposti dello stato di insolvenza della Manitalidea

Assume contorni inattesi la vicenda del fallimento Olicar Gestione Srl, l’azienda affittuaria di ramo d’azienda della storica Spa braidese, di cui lo scorso 13 gennaio il Tribunale di Asti ha certificato lo stato di insolvenza dopo mesi di difficoltà e ritardi nel pagamento degli stipendi ai dipendenti attivi non solo presso la sede braidese, ma in diverse altre regioni italiane.

La principale novità è quella riguardante le perquisizioni che nei giorni scorsi hanno portato gli agenti della Guardia di Finanza di Torino negli uffici della Manitalidea di Ivrea, che di Olicar Gestione Srl deteneva il controllo dalla sua costituzione, nel 2017, quando il gruppo delle pulizie era subentrato nella proprietà di Olicar Spa chiedendone l’ammissione al concordato preventivo per poi trasferire l’operatività aziendale a questa nuova società.

Le Fiamme Gialle, intervenute anche presso la sede romana della Semitechgroup, hanno acquisito materiali e documenti in merito a un'indagine per truffa aperta dalla Procura eporediese a seguito di tre denunce presentate agli uffici giudiziari d'Ivrea.
Una di queste porterebbe la firma dall'ex proprietario di Manitalidea, Graziano Cimadom. Nel mirino degli accertamenti sono finiti i nuovi manager della multiutility di Ivrea, che fanno riferimento alla IG Investimenti, il fondo che nell’ottobre scorso avrebbe annunciato l’acquisizione di Manitalidea, e le procedure seguite per quella operazione, compresi i 50 milioni di euro garantiti per il via libera all'operazione.

L'inchiesta si inserisce in un momento particolarmente delicato per l'azienda, che conta quasi 10mila addetti in tutta Italia. Molti di questi attendono ancora gli stipendi arretrati degli ultimi mesi e il Tribunale di Torino, entro fine gennaio, dovrà pronunciarsi sullo stato di insolvenza di parte del gruppo.

Sarebbe invece più contenuto – rispetto alla trentina comunicata da parte sindacale nelle scorse settimane – il numero dei dipendenti rimasti senza lavoro presso la sede braidese di Olicar Gestione Srl. "Al momento della dichiarazione di fallimento i dipendenti ancora attivi a Bra si erano ridotti a meno della metà, perché in questi mesi di difficoltà e di chiari di luna sugli stipendi chi ha potuto si è ovviamente ricollocatospiega Angelo Mangino, della Fim Cisl, tra i partecipanti all’incontro che nei giorni scorsi ha portato i rappresentanti sindacali a incontrare il dottor Bianchi, consulente del curatore fallimentare –. Certamente siamo di fronte a una situazione che per quelle famiglie rimane un dramma, ma che, almeno nella nostra zona, ha dimensioni un poco più contenute di quelle temute".

Il dramma è invece molto più esteso se si amplia il raggio al contesto nazionale, visto che "Olicar Gestione Srl, così come la sua dante causa Olicar Spa, operava in diverse regioni italiane con un numero di addettispiega ancora Mangino – che solo ultimamente si era ridotto a 211 persone complessive, dalle 600 di pochi anni fa. Parliamo di addetti sparsi in diverse regioni: oltre a quelli piemontesi, qualcuno in Lombardia, una trentina di persone in Emilia Romagna, un centinaio nel Lazio".

Sempre dal fonte sindacale arrivano intanto aggiornamenti in merito alle scelte operate dal Tribunale in merito alla sorte dei lavoratori. Ancora Mangino: "Il tribunale, dopo aver deciso fallimento il 13 gennaio e sospeso gli addetti dal giorno successivo, venerdì scorso (17 gennaio, ndr) è tornato sui suoi passi, autorizzando l’esercizio provvisorio per tutti i dipendenti a livello nazionale per il periodo che va dal 17 gennaio al 3 febbraio. Dal punto di vista teorico, in questo momento i dipendenti sono quindi tutti tornati al lavoro. Dal punto di vista pratico la situazione è un poco diversa, con realtà tornate effettivamente operative là dove questo si rendeva necessario per garantire il servizio in strutture pubbliche, come è il caso di alcuni ospedali nel Lazio. Altre, come qui in Piemonte, dove da tempo le maestranze sono quasi tutte ferme semplicemente perché non hanno i mezzi per viaggiare e le strumentazioni per operare. L’intenzione del Tribunale è sicuramente anche quella di fare una mappa nazionale delle presenze di Olicar Gestione, e di dove ci sono o non ci sono attività da svolgere".

"Tra la fine gennaio e i primi giorni di febbraio – conclude il sindacalista – ci aspettiamo nuove indicazioni per capire cosa ne sarà dei lavoratori che non hanno operatività, se li sospenderanno dalla retribuzione o se si procederà con un licenziamento collettivo. Soluzione quest’ultima per noi auspicabile visto che consentirebbe a queste persone di accedere al sostegno della disoccupazione, dando loro il tempo per trovare intanto soluzioni alternative".

Ezio Massucco

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