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Attualità | 02 novembre 2026, 14:01

Sul caso Roggero le parole del presidente Anm Giuseppe Tango: "Non fu legittima difesa, magistrati bersaglio di un linciaggio mediatico"

L'intervento al Salone della Giustizia di Roma: "La politica cambi la legge se non condivide la sentenza di condanna, invece di attaccare i giudici che hanno solo applicato la norma"

Mario Roggero, al suo ingresso nel carcere di Bollate, nel luglio scorso

Mario Roggero, al suo ingresso nel carcere di Bollate, nel luglio scorso

Il caso di Mario Roggero, gioielliere di Grinzane Cavour condannato per l'uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo al termine dell'assalto alla sua attività avvenuto nell'aprile 2021, torna a tenere banco, al centro delle parole pronunciate dal presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati (Anm), Giuseppe Tango. 

Prendendo la parola durante il Salone della Giustizia tenuto nei giorni scorsi a Roma, il vertice del sindacato delle toghe ha difeso l'operato dei giudici che si sono pronunciati sulla vicenda, respingendo le ricostruzioni che invocavano la scriminante della legittima difesa e denunciando il clima di tensione creato attorno al collegio giudicante.

"Fin tanto che lo descrivo come qualcuno che per difendere se stesso e i propri familiari esplode colpi d'arma da fuoco, penso che tutti possiamo essere d'accordo, ma per questo esiste già la legittima difesa – ha dichiarato il presidente Giuseppe Tango –. Ma è ciò che è accaduto? No, i fatti dicono una cosa diversa e su quei fatti i giudici hanno deciso. I fatti dicono che una persona, a pericolo cessato, ha inseguito sulla pubblica strada e ha sparato colpi di pistola nei confronti di due persone e ha tentato di ucciderne una terza. Rispetto a questo fatto il giudice ha stabilito una pena assai mite".

Tango si è poi scagliato contro le reazioni del mondo politico e l'ondata di critiche rivolte alla magistratura all'indomani del verdetto: "A fronte di questo, il frutto della politica è stato attaccare i giudici per una sentenza che, a livello legislativo, è corretta. Non si vuole quella legge? Allora che si abbia il coraggio di cambiare la legge e di assumersi la responsabilità politica".

Dal presidente dell'Anm è arrivata infine una provocazione sul tema della giustizia fai-da-te e della tutela dell'operato dei magistrati: "Se si vuole una legge che dichiari l'impunità assoluta di chi, per un torto subito, si fa vendetta da sé, benissimo: i giudici, al netto delle frizioni costituzionali eventuali, la applicheranno. Purché però non si metta il bersaglio agli autori di quel provvedimento, che sono stati oggetto di un linciaggio mediatico".

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