In un anno la provincia di Cuneo ha registrato 262 ettari di nuovo consumo di suolo, pari a oltre 2,6 milioni di metri quadrati: più di 7.000 al giorno, una superficie equivalente a circa un campo da calcio. Un dato che colloca la Granda al primo posto in Piemonte e al sesto in Italia per superficie consumata nell'ultimo anno di rilevazione, concentrando quasi un terzo del totale regionale. È quanto evidenzia Coldiretti Cuneo sulla base del nuovo rapporto Ispra sul consumo di suolo.
La superficie complessivamente consumata nella Granda raggiunge così oltre 37.000 ettari. Anche rapportando il nuovo consumo alla popolazione, il dato provinciale supera nettamente la media italiana: 4,51 metri quadrati per abitante in un anno, contro gli 1,74 nazionali.
"Per una provincia a forte vocazione agricola come la nostra, proteggere la terra fertile significa difendere la produzione di cibo, il lavoro delle imprese e il futuro delle comunità – dichiara il Presidente di Coldiretti Cuneo Enrico Nada –. Questi dati confermano l'urgenza di approvare la legge nazionale sul consumo di suolo e di mettere la tutela delle aree agricole al centro delle scelte di governo del territorio. Salvaguardare la continuità produttiva delle nostre aziende è un interesse dell'intera società".
Il tema è stato portato anche all'attenzione della Regione durante il sit-in di Coldiretti dello scorso 27 ottobre a Torino. L'obiettivo è fare della tutela delle aree agricole uno dei cardini della politica regionale, contrastando il consumo di suolo fino al suo azzeramento.
A pesare sono le diverse forme di trasformazione del territorio, dalle costruzioni alle infrastrutture, dai cantieri agli impianti fotovoltaici a terra. Cementificazione, fotovoltaico selvaggio e nuovi data center "bruciano" a livello nazionale ogni anno cibo per un valore di 1,3 miliardi di euro. Una perdita che mette a rischio la sovranità alimentare italiana in un contesto già segnato dalle tensioni internazionali e dall'aumento dei costi di produzione, dai fertilizzanti al gasolio.
La tutela della terra fertile riguarda anche la sicurezza del territorio, infatti l'impermeabilizzazione riduce la capacità del terreno di assorbire l'acqua piovana, aumentando il deflusso superficiale e aggravando gli effetti degli eventi meteorologici estremi. Anche i centri urbani possono contribuire attraverso il recupero del suolo e la piantumazione di alberi, preziosi per assorbire CO₂, migliorare la qualità dell'aria, tutelare la biodiversità e contenere le temperature.
"Le richieste presentate alla Regione indicano una direzione precisa: riconoscere la salvaguardia del suolo come una priorità nella pianificazione del territorio – sottolinea il Direttore di Coldiretti Cuneo Francesco Goffredo –. Occorre privilegiare il recupero delle aree già utilizzate e indirizzare lo sviluppo delle energie rinnovabili verso soluzioni compatibili con l'attività agricola. Il suolo è una risorsa limitata, proteggerlo significa preservare la capacità di produrre cibo e rafforzare la tenuta del territorio di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici".













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